Kuwait: proclamato lo stato di allerta precauzionale

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 12:33 in Kuwait Medio Oriente

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Secondo un comunicato del 18 settembre, da parte della presidenza dell’esercito del Kuwait, le forze armate del Kuwait sono state invitate a mobilitarsi e a prepararsi per ogni eventuale minaccia che potrebbe scaturire dall’escalation di tensioni degli ultimi giorni.

In particolare, si è parlato di “prontezza al combattimento” delle proprie unità, volta a garantire la sicurezza degli spazi aerei, terrestri e marittimi del Kuwait, in cooperazione con gli altri apparati di sicurezza del Paese. Non da ultimo, anche le aziende petrolifere dell’area sono state invitate a rimanere vigili e a salvaguardare le proprie infrastrutture ed impianti, alla luce degli ultimi sviluppi nella regione.

Il capo di Stato maggiore dell’esercito ha aggiunto che tali misure sono state prese in coordinamento diretto e permanente con tutte le autorità militari e di sicurezza del Paese. A tal proposito, l’esercito kuwaitiano sta eseguendo esercitazioni aeree e navali per raggiungere i massimi livelli di prontezza ed efficienza. L’ultima esercitazione con munizioni vere è stata condotta il 18 settembre, tra le 13:30 e le 17:00.

L’escalation di tensioni del Golfo, fonte di preoccupazione del Kuwait, è da ricollegarsi a quanto accaduto lo scorso 14 settembre, quando due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, sono stati colpiti da raid aerei, rivendicati dal gruppo di ribelli sciiti Houthi. L’impianto di Abaiq tratta la materia prima dell’oleodotto più grande al mondo, il gigante Ghawar, e lo esporta a Juaymah e Ras Tanura, l’impianto di carico a largo della costa, anch’esso, a sua volta, il maggiore a livello internazionale. Gli Stati Uniti si sono uniti alle indagini volte a stabilire il reale responsabile degli attacchi, che si pensa essere l’Iran.

In tale quadro, sebbene le indagini siano ancora in corso, si pensa che droni e missili da crociera siano partiti da una base iraniana, situata vicino al confine con l’Iraq. Dopo aver volato a bassa quota sull’Iraq meridionale, i droni sarebbero poi passati proprio per il Kuwait, fino a raggiungere i propri obiettivi in Arabia Saudita. A tal proposito, un membro del parlamento kuwaitiano, Riyadh Al-Adsani, ha sottolineato, il 18 settembre, che il passaggio di droni su luoghi sensibili del Kuwait necessita di misure chiare e trasparenti da parte del governo e di sforzi per garantire la sicurezza del Paese.

Anche un altro parlamentare, Shu’aib Al- Muwaizri, ha invitato il governo a mobilitarsi, prima che un altro incidente coinvolga il proprio Paese, e ha criticato le misure intraprese sino ad ora, volte a monitorare i confini kuwaitiani. Un ex parlamentare, Nasser Al- Duwaila, ha commentato l’attacco contro Aramco, evidenziando che il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e gli Stati Uniti devono stare attenti alle proprie azioni, altrimenti mosse impulsive potrebbero lasciare i Paesi del GCC senza barili di petrolio.

Il Kuwait, insieme all’Oman, è uno dei Paesi del Golfo relativamente pacifico, caratterizzato da una politica estera indipendente e da una posizione neutrale. Lo Stato ha svolto un ruolo rilevante nel mediare la crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, con l’accusa di aver finanziato e sostenuto le organizzazioni terroristiche. Successivamente, il 1° gennaio 2018, il Paese, dopo una pausa di circa 40 anni, è divenuto membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’organo dell’organizzazione internazionale, la cui responsabilità principale è il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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