Kosovo, Merkel: “Problema da risolvere” e dona mezzo milione all’esercito

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 17:41 in Balcani Germania USA e Canada

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La cancelliera della Germania, Angela Merkel, ha incontrato a Berlino, mercoledì 18 settembre, la premier della Serbia, Ana Brnabic.

Nel corso della visita, la cancelliera ha ribadito alla controparte serba l’importanza di risolvere la questione kosovara, in merito alla quale Belgrado dovrebbe continuare a impegnarsi per la normalizzazione dei rapporti con Pristina. Nello specifico, la leader tedesca ha sottolineato quanto sia necessario il ripristino del dialogo tra le due parti, al fine di riuscire a siglare un accordo in grado di porre fine a una disputa che si protrae da oltre 10 anni.

Da parte sua, Brnabic ha dichiarato, al termine del vertice con la Merkel, che “l’unico elemento di disaccordo” è stato proprio la questione kosovara. Per quanto concerne il resto, ha sottolineato anche Angela Merkel, la cooperazione bilaterale tra i due Paesi è a buon punto, soprattutto in materia economica, dal momento che circa 400 aziende tedesche risultano attive in Serbia.

Il giorno successivo l’incontro tra Germania e Serbia, il Ministero della Difesa del Kosovo ha annunciato di aver ricevuto una donazione di 500.000 euro dal governo tedesco. Tali fondi, ha sottolineato il segretario generale del ministero kosovaro, Faruk Geci, serviranno all’acquisto delle dotazioni sanitarie per l’esercito di Pristina, la Kosovo Security Force. La donazione è stata consegnata dall’ambasciatore tedesco in Kosovo, Christian Heldt, il quale ha annunciato che i fondi contribuiranno al miglioramento delle capacità dell’esercito kosovaro.

Nel frattempo, il delegato della Casa Bianca per i Balcani occidentali, Matthew Palmer, ha annunciato che gli Stati Uniti si aspettano che il dialogo riprenda in seguito alle elezioni in Kosovo del 6 ottobre.

Nello specifico, la speranza degli americani è che il prossimo governo “sia pronto a sospendere i dazi” imposti sulla Serbia, “i quali rappresentano un ostacolo alla ripresa del dialogo”.

In tale ottica, secondo Palmer, il Kosovo deve “assumere il controllo del proprio destino e riconoscere che la sua priorità in questo momento è un accordo con la Serbia per la normalizzazione dei rapporti”.

È un momento delicato per la Serbia e per il Kosovo, entrambi vicini alle elezioni. Dopo la nomina del nuovo Rappresentante Speciale della Casa Bianca per i Balcani occidentali, Matthew Palmer, i Paesi della regione avevano intravisto dopo tempo uno spiraglio di possibilità per la riapertura del dialogo tra Pristina e Belgrado, fattore che vincola lo sviluppo dell’intera regione balcanica. Anche la Serbia aveva inizialmente mostrato apertura, ma il 9 settembre il ministro dell’Interno serbo, Nebojsa Stefanovic, aveva dichiarato che la Serbia continuerà ad opporsi all’ingresso del Kosovo nell’Interpol. Tale dichiarazione rappresentava un cambio di rotta rispetto a quanto finora emerso, dal momento che il Kosovo aveva imposto i dazi sui beni importati dalla Serbia proprio in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol e, da parte sua, la Serbia aveva annunciato che fino a quando permarranno i dazi, Belgrado non avrà intenzione di avviare il processo di dialogo. Poco prima, il premier uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj, il quale si è dimesso nel mese di luglio, aveva dichiarato che finché la Serbia non riconoscerà l’indipendenza di Pristina non avrà senso avviare un processo di dialogo. Tuttavia, la Serbia aveva reso noto di riporre speranze nel nuovo governo che assumerà il potere, il quale potrà essere “più costruttivo e positivo”, “abolire le tasse sui beni serbi e aprire la strada per un nuovo dialogo”. Nel frattempo, le elezioni in entrambi i Paesi, il 6 ottobre a Pristina, mentre a Belgrado in primavera, sono considerate positivamente dagli Stati Uniti, che intendono fare da mediatore affinché tra le due elezioni si riapra il dialogo per identificare i punti di incontro, così come le differenze, al fine di raggiungere un accordo che possa essere il migliore possibile per il futuro di entrambi” e per consentire lo sviluppo della regione.

In tale contesto, Palmer ha avuto, lunedì 16 settembre, un colloquio telefonico con il presidente serbo, Aleksandar Vucic, il quale ha più volte ribadito la disponibilità della Serbia di impegnarsi seriamente per raggiungere un compromesso vero e sostenibile con il Kosovo. Tale accordo, però, ha sottolineato Vucic, deve proteggere gli interessi della Serbia e dei serbi.

Nel corso del colloquio, i due hanno altresì concordato sull’importanza strategica della stabilità e della pace nella regione dei Balcani occidentali, il cui sviluppo politico ed economico dipende dalla risoluzione delle controversie tuttora irrisolte.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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