Indonesia: sparatoria tra separatisti e forze di sicurezza, 3 civili tra le vittime

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 12:50 in Asia Indonesia

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Una sparatoria tra le forze di sicurezza indonesiane e un gruppo di separatisti armati, nella provincia di Papua, ha causato la morte di 3 civili, tra cui un bambino, e il ferimento di 4 persone. 

Le violenze si sono verificate a seguito dello schieramento delle forze di sicurezza di Jakarta nella provincia, per ripristinare la sicurezza dopo una serie di manifestazioni scoppiate in tutta la regione a partire dal mese di agosto. La sparatoria è avvenuta quando le forze di sicurezza si sono scontrate con separatisti nella città di Ilaga, secondo quanto ha affermato il portavoce delle truppe governative, Eko Daryanto. “I separatisti hanno iniziato a sparare contro forze di sicurezza che si stavano avvicinando a loro di fronte a una casa papuana”, ha riferito in una nota. “Dopo che queste hanno risposto con il fuoco, i separatisti hanno cercato di rifugiarsi nei boschi sparando indiscriminatamente”, ha aggiunto Daryanto. 

Un residente della zona, Noris Wakerwa, ha dichiarato che alcuni abitanti del villaggio sono fuggiti nella foresta vicina. “Abbiamo evacuato i morti e i feriti al centro sanitario della comunità”, ha aggiunto al telefono. In tale situazione, Daryanto ha riferito che i militari e la polizia stanno conducendo un’indagine congiunta sulla sparatoria. Quasi 6.000 membri del personale militare e di polizia sono stati inviati nella regione da quando sono iniziate le proteste e le autorità hanno bloccato per un certo periodo l’accesso a Internet per impedire ai papuani di accedere ai social media per organizzare nuove manifestazioni. I papuani hanno dato fuoco ad un mercato, una prigione e a uffici governativi durante alcune di queste proteste popolari.

Le mobilitazioni nel Paese sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale. Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale.

La Papua era una colonia olandese fino al 1962, quando Giacarta prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo l’Indonesia, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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