Immigrazione: esercito maltese soccorre 45 migranti, Grecia ne salva 60

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 6:25 in Grecia Immigrazione Malta

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Le Forze armate maltesi hanno soccorso 45 persone, di cui una donna incinta, a bordo di una imbarcazione di legno in seria difficoltà in acque maltesi.

A renderlo noto è il Times of Malta, il quale ha altresì aggiunto che lo sbarco è avvenuto nella serata di mercoledì 18 settembre.

Prima dell’intervento delle autorità maltesi, l’ONG Alarm Phone aveva ricevuto una richiesta di aiuto da parte dei migranti a bordo, i quali avevano dichiarato di essere “in mare da due giorni e in bisogno di acqua”. Sono stati i migranti inoltre a rendere noto che a bordo vi era “una donna incinta in sanguinamento che potrebbe aver perso il bambino”. In virtù di tale allarme, l’ONG ha prontamente allertato le autorità maltesi, sottolineando che la donna a bordo necessitava “rapidamente assistenza medica”.

A seguito dell’intervento, una portavoce delle Forze Armate maltesi ha reso noto che la donna in stato di gravidanza è ora fuori pericolo.

Solo poche ore prima le autorità maltesi avevano consentito lo sbarco dei 90 migranti salvati da una motovedetta della Guardia costiera italiana in acque maltesi, martedì 17 settembre. Tale salvataggio era caratterizzato dalla presenza di un forte disaccordo tra i due Paesi, ciascuno dei quali riteneva l’altro responsabile del salvataggio dei migranti. Se da un lato la Guardia costiera italiana sosteneva di aver agito su richiesta di Malta, dall’altro il portavoce delle Forze armate maltesi aveva dichiarato che queste ultime “stavano sorvegliando la situazione quando gli italiani sono intervenuti”. A seguito del rifiuto mostrato da parte delle autorità maltesi, la motovedetta della guardia costiera italiana si era tuttavia diretta verso l’isola del Mediterraneo.

Mentre la Guardia costiera italiana discuteva con Malta, la Ocean Viking, di proprietà della ONG francese SOS Mediterraneee e Medici Senza Frontiere, aveva tratto in salvo, nel corso di due operazioni distinte nell’arco della stessa giornata, 109 migranti, i quali erano in attesa di un porto sicuro dove sbarcare. Secondo quanto annunciato dal profilo Twitter di Medici Senza Frontiere, le autorità libiche hanno risposto, mercoledì 18 settembre, alla richiesta della ONG, indicando il porto di Khoms, in Libia, quale luogo dove procedere con lo sbarco dei 109 migranti. La ONG, tuttavia, ha dichiarato che la “Libia non è un posto sicuro dove stare”, motivo per cui “la Ocean Viking ha richiesto un’alternativa”.

Ad essere stata colpita dagli ultimi sbarchi è stata anche la Grecia, la quale ha salvato, martedì 17 settembre, 60 migranti, di cui 12 bambini, 13 donne e 35 uomini, a Sud dell’isola di Samo, nell’Egeo. Il salvataggio dei migranti è avvenuto durante un’operazione di pattugliamento portata avanti con l’Agenzia europea di guardia costiera e frontaliera, Frontex. I 60 migranti erano a bordo di due gommoni distinti. Nel frattempo, la Grecia ha reso noto, mercoledì 18 settembre, di aver ricevuto dalla Turchia 694 migranti nelle isole dell’Egeo nel lasso di tempo che va dalla mattina di lunedì 16 alla serata di martedì 17 settembre. Tale situazione continua a destare preoccupazione, motivo per cui, di fronte ai continui arrivi di migranti, il ministro per le Politiche migratorie della Grecia, Giorgios Koumoutsakos, ha più volte chiesto aiuto all’UE.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 70.497, di cui 56.974 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, sono giunti 35.171 migranti in Grecia, 20.460 in Spagna, 6.233 in Italia, 4.922 a Cipro e 2.260 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25%. 

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare via mare 9.019 migranti in più rispetto allo scorso anno. In virtù di tali cifre, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia, ma la Turchia aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i propri dati, secondo cui nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia dalla Turchia erano stati 30.842, mentre nel 2019 sono stati 29.025.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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