Immigrazione, Bosnia: scontro tra migranti in campo profughi, 1 morto

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 15:55 in Balcani Immigrazione

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Un migrante ha perso la vita a causa di una coltellata ricevuta durante uno scontro nel centro di accoglienza di Vucjak, nei pressi di Bihac, nell’area nordoccidentale della Bosnia.

A renderlo noto sono state le autorità di Sarajevo, le quali hanno altresì rivelato che lo scontro è avvenuto all’interno di una tenda nelle prime ore di giovedì 19 settembre.

Sono in centinaia i migranti ospitati dal centro di Vucjak, la maggior parte dei quali lamenta frustrazione a causa del prolungamento dei tempi per il trasferimento in Croazia, meta ambita in quanto punto di partenza per raggiungere i Paesi dell’Europa occidentale.

La concentrazione di migranti nei cambi bosniaci è stata più volte messa in evidenza dagli attivisti e dagli operatori umanitari che prestano servizio nei centri di accoglienza balcanica.

Nello specifico, stando alle ultime rilevazioni delle agenzie di sicurezza nazionale bosniache, risalenti al giugno 2019, dal gennaio 2019 la Bosnia ha accolto circa 6.000 persone tra migranti e rifugiati, ma i centri di accoglienza, i quali hanno una capienza massima di 3.500 persone, sono pieni, costringendo i migranti a dormire all’aperto.

A tale riguardo, la Croce Rossa Internazionale aveva già evidenziato che in Bosnia diversi migranti “stanno morendo mentre cercano riparo” e le condizioni “rimangono inadeguate anche per coloro che si trovano nei centri di accoglienza”.

Nello specifico, secondo quanto riportato lo scorso 15 maggio dal ministro della Salute bosniaco, Nermina Cemalovic, i migranti che si trovano all’interno dei centri stanno contraendo malattie infettive, mentre, stando alle rivelazioni della Croce Rossa, coloro che si trovano all’aperto devono affrontare il problema dei campi minati, essendo la Bosnia uno dei paesi europei maggiormente colpiti dalla disseminazione delle mine, il che ha portato gli operatori umanitari ad affermare che la Bosnia si trovi “in una crisi umanitaria”.

La Bosnia è uno dei Paesi che i migranti scelgono per raggiungere l’Europa occidentale passando dalla Croazia. Lo scorso anno, circa 25.000 persone hanno raggiunto la Bosnia dalla Serbia e dal Montenegro. La maggior parte dei migranti è concentrata nelle città di Bihac e Velika Kladusa, nella parte occidentale del Paese, dove le autorità hanno richiesto la chiusura dei centri di accoglienza.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 70.497, di cui 56.974 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, sono giunti 35.171 migranti in Grecia, 20.460 in Spagna, 6.233 in Italia, 4.922 a Cipro e 2.260 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25%. 

In particolare, per quanto concerne la Bosnia, l’IOM rende noto che dall’1 gennaio all’8 settembre 2019 sono stati registrati 19.266 migranti nel Paese, tutti giunti via terra.  Stando all’ultimo report regionale dell’IOM, pubblicato nel settembre 2018, i migranti rilevati in Bosnia fino all’aprile 2018 erano principalmente di origine siriana, libica, pakistana, afghana, palestinese, irachena, iraniana, algerina e kosovara.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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