Giornata di sangue in Afghanistan: attacco aereo del governo uccide civili, autobomba nel Sud

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 10:16 in Afghanistan Asia

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Almeno 30 civili sono stati uccisi e 40 sono rimasti feriti in un raid aereo condotto dalle forze di sicurezza afghane, con il supporto aereo degli Stati Uniti, nell’Afghanistan orientale. Lo stesso giorno, un attentato suicida ha causato la morte di altre 20 persone a Zabul, nel Sud del Paese. 

L’attacco è stato effettuato la sera di mercoledì 18 settembre ed era finalizzato alla distruzione di un nascondiglio usato dai militanti dell’ISIS. Tuttavia, il bombardamento ha accidentalmente colpito un campo vicino, dove si trovavano alcuni agricoltori, secondo quanto hanno riferito 3 funzionari del governo all’agenzia di stampa Reuters. Sohrab Qaderi, membro del Consiglio Provinciale di Nangarhar, ha dichiarato che un attacco con droni ha causato la morte di 30 agricoltori in un campo e almeno altre 40 persone sono rimaste ferite. Il Ministero della Difesa di Kabul ha confermato l’operazione, ma ha rifiutato di condividere ulteriori dettagli sulle vittime. Le forze armate statunitensi non si sono mostrate disponibili a commentare l’avvenimento. 

Sempre il 18 settembre, almeno 20 persone sono state uccise in un attentato suicida effettuato con un’autobomba, nella provincia meridionale di Zabul. L’assalto ha colpito, nello specifico, un ospedale della città ed è stato immediatamente rivendicato dai talebani. Ancora lo stesso giorno, un gruppo di uomini armati e un kamikaze avevano attaccato un edificio governativo a Jalalabad, ferendo 9 persone. Il gruppo di militanti ha fatto detonare alcuni esplosivi all’esterno di un edificio pubblico che si occupa della distribuzione di carte d’identità elettroniche. I talebani hanno rivendicato anche questo assalto. 

Le violenze continuano da giorni e si sono intensificate a seguito della fine dei colloqui tra talebani e Stati Uniti. Almeno 48 persone sono rimaste uccise e più di 40 ferite quando un attentatore su una motocicletta ha preso di mira una manifestazione elettorale del presidente, Ashraf Ghani, il 17 settembre. In un incidente separato, poche ore dopo, si è verificata una seconda esplosione nei pressi della green zone di Kabul, dove si trovano uffici governativi e rappresentanze diplomatiche. Il secondo attentato ha avuto luogo nei pressi del Ministero della Difesa, dell’ambasciata americana e del quartier generale della NATO. I talebani hanno rivendicato la responsabilità di entrambi gli attacchi di martedì 17 settembre

Tale situazione è in parte la conseguenza di una crisi diplomatica in corso e a causa di questa rischia di peggiorare. I colloqui di pace tra USA e talebani sono iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan. Tuttavia, nonostante all’inizio di settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

Inoltre, l’Afghanistan si sta preparando alle elezioni, previste per il 29 settembre e le tensioni non fanno che aumentare. Già il 6 agosto, i talebani avevano avvertito la popolazione afghana di evitare di partecipare agli eventi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali, poiché i militanti colpiranno il “falso” processo elettorale. Alle elezioni presidenziali afgane parteciperanno 18 candidati, tra cui il presidente in carica, Ashraf Ghani. I talebani hanno riferito che le elezioni presidenziali del 2014 sono state rovinate dall’interferenza degli Stati Uniti, messa in atto dall’ex segretario di Stato USA, John Kerry. Intanto, la volontà del popolo veniva ignorata, hanno sottolineato i talebani. Il gruppo afferma che le elezioni in Afghanistan non saranno legittime finchè persisterà la presenza di forze straniere nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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