Conte incontra Macron: rilancio dell’Europa, immigrazione e Libia

Pubblicato il 19 settembre 2019 alle 13:44 in Francia Italia

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Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha incontrato a Palazzo Chigi, nella serata di mercoledì 18 settembre, il Capo di Stato francese, Emmanuel Macron.

Nel corso del vertice, il primo di Conte con un leader europeo dalla formazione del nuovo governo, i due leader hanno, secondo quanto dichiarato da Conte, “condiviso la necessità di una nuova stagione europea”.

Nello specifico, il premier italiano ha spiegato che tale stagione dovrà essere caratterizzata dal “rilancio degli investimenti e della crescita economica”, oltre che da “una gestione europea della redistribuzione e dei rimpatri dei migranti”.

Al termine dell’incontro, i due leader hanno rilasciato dichiarazioni congiunte sui quattro temi principali affrontati nel corso del vertice, ovvero il rilancio dell’Europa, la gestione del fenomeno migratorio, la questione libica e la crescita economica.

Per quanto riguarda il rilancio dell’Europa, Conte ha sottolineato come “gli storici legami tra Francia e Italia” siano “alla base del progetto europeo” e Macron, da parte sua, ha reso noto che la sua visita giunge in virtù della “volontà di lavorare insieme al progetto europeo”. Con tali presupposti, “l’incontro con il presidente Macron testimonia l’intenzione di contribuire insieme, sulla base di una comune responsabilità, al rilancio dell’Europa”, ha dichiarato Conte, la quale si trova in questo momento in “una fase cruciale”, visto l’arrivo di una nuova Commissione che “offrirà l’occasione per lavorare alla crescita economica, maggiore occupazione, maggiore sicurezza e coesione sociale nel continente”.

Tali obiettivi per il rilancio dell’Europa, ha reso noto Conte, sono stati discussi in “totale franchezza” con Macron, insieme al “tema dell’immigrazione e della governance economico-europea”.

In particolar modo, la migrazione, ha dichiarato Conte, “è un fenomeno complesso e noi italiani ne siamo consapevoli”, per questo “è essenziale che l’Europa volti pagina in direzione di una gestione strutturale, non più emergenziale, dei flussi migratori”.

La gestione condivisa dell’immigrazione è un elemento che “l’Italia ha sempre chiesto”, ha ribadito Conte, perché il tema migratorio deve “uscire dalla propaganda, semmai anche antieuropea” e deve essere affrontato “offrendo una rigorosa risposta”, dal momento che “l’Italia non si presta ad abbassare la guardia contro i traffici illegali, contro il traffico di vite umane e non ritiene che debba essere consentito ai trafficanti di decidere  come e quando debbano avere ingresso sul territorio italiano, e quindi europeo”. Da parte sua, Macron ha dichiarato di “non sottovalutare affatto ciò che il popolo italiano vive dal 2015 e ciò che l’Italia ha subito, spesso anche con molti malintesi, incomprensioni e ingiustizie”. Con tali presupposti, anche Macron ha dichiarato di ritenere che “la risposta al fenomeno migratorio non sia nel ripiego, o nella provocazione nazionalistica, ma sia nella costruzione di soluzioni di cooperazione europee davvero efficaci”. L’Europa, ha dichiarato Macron, “non ha dato sufficientemente prova di solidarietà con i Paesi di primo approdo, in particolare l’Italia, e la Francia è pronta a cambiare su questo punto nell’ambito della revisione completa degli accordi di Dublino”.

Nello specifico, secondo quanto annunciato da Conte, vi è “la necessità di gestire tale fenomeno in modo concreto, pratico, articolando vari livelli di iniziative”, tra cui “un meccanismo europeo sugli sbarchi” che preveda “la ridistribuzione e una gestione efficace dei rimpatri, i quali non sono assolutamente efficienti”. A tale riguardo, Macron ha reso noto di ritenere possibile la creazione di “un meccanismo europeo automatico di ripartizione dell’accoglienza dei migranti, coordinato dalla Commissione europea, che consenta di garantire all’Italia, o a Malta, ancor prima dell’arrivo dell’imbarcazione, che le persone che arrivano vengano prese in carico con un’organizzazione più solidale”, proteggendo il diritto d’asilo e garantendo che chi non ne ha diritto venga rimpatriato.

A tale riguardo, Conte ha reso noto di aver ricevuto la disponibilità di Macron ad aumentare la collaborazione “anche con i Paesi di origine e di transito”, promuovendo “un modello di partenariato davvero paritario con il continente africano che punti a sviluppare a pieno sul piano economico e sociale le enormi potenzialità di questo continente”.

Nel vertice, Conte e Macron hanno dichiarato di aver condiviso “dossier strategici” sulla Libia, in merito alla quale i due leader ritengono “fondamentale lavorare insieme e con il medesimo obiettivo, anche coinvolgendo tutti i partner internazionali”. La Libia, ha sottolineato Macron, “è oggetto di vera convergenza franco-italiana”, la quale è basata sulla condivisione dell’obiettivo finale, il quale, ha annunciato Conte, “è la stabilizzazione del Paese, partendo dalla cessazione delle ostilità in vista della ripresa di un processo economico”. A tale fine, Conte ha reso noto di “aver predisposto un’iniziativa congiunta, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in modo da poter esplorare le soluzioni politiche e creare le premesse perché questo processo possa avvenire al più presto”. Il tutto, ha reso Conte, sarà basato “sulla cooperazione internazionale, sul costruttivo e continuo coinvolgimento delle parti coinvolte nel rispetto delle prerogative del popolo libico e in funzione della pacificazione e del benessere della popolazione libica”.

Nell’affrontare la questione libica, Conte ha altresì reso noto di aver aggiornato Macron del vertice che aveva avuto poco prima con il leader libico, al-Serraj.

Al centro del vertice anche i meccanismi di “rilancio della domanda interna” in materia di economia, al fine di “migliorare la governance europea, indispensabile per riequilibrare il rapporto tra stabilità e crescita”. A tale riguardo, Conte ha ricordato il legame tra Francia e Italia, secondo partner commerciale di Parigi, dopo la Germania e “prima di Stati Uniti e Cina”. Viceversa, la Francia è per l’Italia “il secondo Paese per esportazioni e anche per importazioni”. Anche in materia di investimenti, Roma è il terzo investitore a Parigi, dopo Berlino e Washington.

Da parte sua, Macron ha annunciato di supportare pienamente la politica economica adottata dal direttore della Banca centrale europea, Mario Draghi, dal momento che “la politica monetaria dal 2012 ha fatto il massimo di quanto potesse fare per preservare la situazione europea ed evitare la deflazione”, motivo per cui “spetta ora ai capi di Stato assumersi le responsabilità del proprio bilancio”.

L’ultimo incontro tra Italia e Francia era avvenuto in occasione del vertice del G7 di Biarritz, nell’area sudoccidentale della Francia, il quale aveva fatto convergere i 7 Paesi partecipanti, ovvero gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone, la Francia, il Regno Unito, l’Italia e il Canada, su una serie di temi di interesse comune, quali l’economia, l’Iran, l’Ucraina e la Libia.

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Jasmine Ceremigna

 

di Redazione

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