Uruguay: invocare il TIAR significa legittimare intervento armato in Venezuela

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 6:20 in Uruguay Venezuela

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Il ministro degli Esteri dell’Uruguay, Rodolfo Nin Novoa, ha affermato che l’appello dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) all’organismo di consultazione del Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) significa legittimare l’intervento armato in Venezuela.

I 12 paesi che hanno votato per questa risoluzione “cercano di legittimare un intervento armato che manderebbe all’aria gli sforzi compiuti dall’OSA per 70 anni affinché i conflitti tra i paesi della regione siano risolti in modo pacifico”, ha dichiarato il ministro degli Esteri uruguaiano in un comunicato ufficiale.

I 19 paesi membri del TIAR e i membri dell’OSA hanno partecipato a una votazione, che ha avuto come risultato 12 voti a favore, cinque astensioni e un’assenza.

Nin Novoa ha ricordato che i paesi che hanno votato la risoluzione nell’OSA hanno respinto un emendamento, proposto dal Costarica, che escludeva espressamente l’uso della forza.

“L’unica lettura possibile di questo rifiuto è che ciò che intendono fare è proprio usare la forza”, ha dichiarato.

Il ministro ha poi ricordato che l’uso della forza è espressamente vietato dall’articolo 19 della Carta OSA e anche dalla Carta delle Nazioni Unite, ribadendo inoltre che “l’Uruguay ha rifiutato di sostenere questa richiesta che mostra ancora una volta un chiaro tentativo di gestire politicamente gli strumenti giuridici internazionali alla ricerca di interessi il cui unico obiettivo è il rovesciamento di un governo senza tener conto della legittimità della procedura utilizzata” .

La decisione dell’Organizzazione degli Stati Americani è stata ripudiata dal governo venezuelano, che l’ha descritta come “insignificante”.

Il TIAR, che non è mai stato attivato nella regione, fu firmato nel 1947, all’inizio della guerra fredda e prima della fondazione dell’OSA, ed è conosciuto anche come Trattato di Rio.

Il Trattato contempla diverse misure che spaziano dai negoziati alla rottura delle relazioni diplomatiche , alla sospensione degli accordi economici e di trasporto, alla sospensione delle comunicazioni e, infine, alle azioni coercitive come l’intervento militare.

Il Venezuela si è ritirato dal TIAR nel 2013, sotto il governo di Hugo Chávez, il quale aveva avvertito che questo sarebbe potuto essere usato per giustificare un intervento armato nel suo Paese.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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