Turchia: nave da trivellazione abbandona Cipro, ma inizia esercitazione militare

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 15:32 in Cipro Grecia Turchia

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Una delle due navi da trivellazione che la Turchia aveva inviato nelle acque circostanti l’isola di Cipro, la Yavuz, ha completato la prima parte del proprio lavoro e ha abbandonato l’area al centro di una disputa territoriale con Nicosia, la quale aveva altresì coinvolto l’Unione Europea.

Secondo quanto reso noto dal quotidiano Ekathimerini, la Yavuz si trova ora nel porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale del Paese. Stando a quanto riportato dal Cyprus Mail, la nave da trivellazione è al momento ferma per rifornimento ed è in attesa di istruzioni in merito al proprio eventuale ritorno in acque cipriote.

Ekathimerini sottolinea che il porto di Tasucu, dove si trova la Yavuz, è situato di fronte la penisola di Karpas, dove la nave si trovava dallo scorso 8 luglio per condurre esplorazioni di idrocarburi.

La Yavuz, però, era la seconda nave che Ankara aveva inviato per condurre operazioni di trivellazione nelle acque circostanti l’isola di Cipro, ricche di gas naturale, risorsa che Nicosia già vende a Egitto e Israele. Le prime trivellazioni erano avvenute ad Ovest dell’isola, all’interno di un’area la cui competenza territoriale è stata reclamata dalle autorità cipriote, mentre la Turchia aveva dichiarato di agire all’interno della propria area di competenza.

A seguito dell’annuncio dell’invio di una seconda nave turca, il 20 giugno, i leader dell’Unione Europea avevano richiesto ad Ankara di interrompere le sue trivellazioni nelle acque contese, pena un’azione congiunta da parte del blocco. La Turchia, dal canto suo, aveva affermato che alcune aree della zona marittima al largo di Cipro rientrano nella piena giurisdizione turca o dei turco-ciprioti, i quali hanno il proprio Stato separatista nel nord dell’isola e sono riconosciuti solo dalla Turchia. A seguito di tali dichiarazioni, l’UE aveva annunciato, l’11 luglio, di voler interrompere i colloqui di alto livello con la Turchia e i negoziati su un accordo per i trasporti aerei a causa delle trivellazioni di gas e petrolio considerate “illegali” a largo dell’isola di Cipro. A quel punto, Ankara aveva replicato che, in caso di mancata collaborazione nelle esplorazioni con il governo greco cipriota, avrebbe continuato con le trivellazioni in cerca di gas naturale nelle acque a largo di Cipro.

In tale contesto, vista l’eventualità del ritorno della Yavuz nelle contese acque, le autorità cipriote hanno reso noto di monitorare con attenzione gli spostamenti della nave da trivellazione.

La disputa tra il governo greco-cipriota e la Turchia si inserisce nell’ambito della più ampia questione cipriota, ossia la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Da oltre 40 anni, i leader turco-cipriota e greco-cipriota, insieme ai rappresentanti dei Paesi garanti (Turchia, Grecia e Regno Unito), hanno avuto colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite, volti a risolvere la controversia. L’ultimo round negoziale si è svolto nel luglio 2017, presso la località svizzera di Crans-Montana, ma si è risolto in un fallimento. In considerazione di tale clima, il 30 gennaio 2019, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato all’unanimità la risoluzione sull’estensione del mandato della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite con sede a Cipro (UNFICYP), che rimarrà attiva almeno fino al 31 luglio 2019.

Nel frattempo, le acque tra Cipro e l’isola di Limnos, nel Nord-Est dell’Egeo, sono state popolate, a partire da lunedì 16 settembre, da numerose navi della Marina militare turca, la quale ha reso noto di aver avviato una esercitazione nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale. L’esercitazione si chiama “Determinazione 2019”, in turco “Kararlilik”, e terminerà il 23 settembre.

Secondo quanto ricostruito da Ekathimerini, l’esercitazione giunge in un momento in cui la regione è in allerta, soprattutto a seguito dell’annuncio del governo turco dell’intenzione di condurre operazioni di trivellazione nella piattaforma continentale della Grecia e dopo che l’azienda petrolifera di bandiera turca (TPAO) ha richiesto il supporto della Marina per le proprie operazioni nel Sud-Est dell’Egeo e nell’Ovest di Cipro.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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