Tunisia: è ufficiale, Saied e Karoui passano al secondo turno

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 10:20 in Africa Tunisia

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L’Alta Commissione elettorale indipendente ha annunciato, martedì 17 settembre, i risultati finali delle elezioni presidenziali tunisine. I due candidati passati al secondo turno sono il conservatore Kaïs Saïed ed il populista Nabil Karoui.

In particolare, il primo ha ricevuto il 18.4% dei voti mentre il secondo 15.5%. Il candidato per il partito Ennahda, Abdel Fattah Mourou, si è classificato al terzo posto, con il 12,8%, mentre il ministro della Difesa Abdul Karim Al-Zubaidi è arrivato quarto con il 10,7% dei voti. Quinto il primo ministro Youssef Chahed, che ha ottenuto il 7,4% dei voti.

Secondo quanto riportato, tali ultime elezioni in Tunisia hanno assistito ad un indietreggiamento dei candidati definiti tradizionali, tra cui l’ex presidente, Moncef Marzouki, e l’ex premier, Hamadi Jebali, e all’ascesa di altri “non convenzionali”. Per alcuni, si sta cercando di trarre un insegnamento, a livello politico e sociale. Già in seguito alla pubblicazione dei primi sondaggi, era stato affermato che il vuoto lasciato dall’ex classe politica al potere, ed i problemi causati da questa a livello sociale ed economico, hanno portato gli elettori tunisini a favorire proposte alternative e partiti che si sono rivolti maggiormente alle classi più emarginate. Per alcuni si è trattato di un “terremoto politico”, che mostra un forte rifiuto verso i governi precedenti, incapaci, per il popolo tunisino, di migliorare gli standard di vita o porre fine alla corruzione.

Secondo i dati della Commissione, l’affluenza alle urne, domenica 15 settembre, ha raggiunto il 45%. A questa percentuale, si aggiunge il 27.4% dei tunisini residenti all’estero. Per il vicepresidente di tale organismo, Farouk Bouaskar, le percentuali possono essere ritenute accettabili ma si è detto rammaricato per il disinteresse mostrato dai giovani tunisini, in cambio di una maggiore partecipazione delle categorie di anziani. Tuttavia, l’affluenza alle urne rispetto alle elezioni del 2014 è diminuita, considerando che in quell’anno il tasso è stato pari al 64%.

I due candidati risultati vincitori di questo primo turno sono stati definiti “inaspettati”. Fino a poco tempo fa, Saied non era incluso tra i candidati favoriti nella corsa presidenziale, ma il candidato 61enne, dopo aver raccolto un grande supporto da parte del popolo tunisino, ha fatto grandi progressi anche nel corso dei sondaggi condotti durante il periodo elettorale, e il giorno delle elezioni ha inferto un colpo decisivo ai suoi rivali.

Per quanto riguarda Karoui, questo si è sempre fatto promotore di slogan in difesa dei più poveri, ma, già al momento della presentazione della candidatura, la magistratura lo aveva messo sotto accusa. Lo scorso 23 agosto è arrivato il mandato di arresto, con l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Tuttavia, la commissione elettorale aveva affermato che il candidato avrebbe avuto il diritto di competere per la posizione di presidente, in quanto non era stato emesso, al momento della candidatura, un verdetto contro di lui. Nonostante ciò, Karoui ha goduto di una notevole base elettorale, ed è stato incluso sin dall’inizio nella lista dei possibili favoriti, oltre ad aver assistito a segni di protesta dei propri sostenitori contro la magistratura tunisina.

Uno dei messaggi contenuti in questi risultati, secondo gli osservatori, è che la rivoluzione continua ad attrarre persone e che l’elettore tunisino ha voluto punire il sistema politico esistente per la sua incapacità di trovare soluzioni alla crisi economica.

Per alcuni analisti, Saied ha presentato un’immagine diversa dell’uomo di potere, che può essere sintetizzata nelle caratteristiche di un uomo ascetico, istruito e vicino alle persone, che offre meccanismi alternativi di governance. Ciò gli ha permesso di attirare l’attenzione della classe istruita, delle università e delle nuove generazioni. Per Saied, si è trattato di una “rivoluzione legittima”, in cui il popolo ha espresso il proprio desiderio di qualcosa di nuovo. Il candidato ha sottolineato che la propria campagna si è concentrata su aspetti legali e costituzionali, consentendo ai giovani di vedere ascoltati i propri sogni e le proprie aspirazioni e di essere considerati individui che esercitano la propria sovranità ogni giorno. Non da ultimo, Saied ha aggiunto che si adopererà per garantire che lo stato di diritto sia la pietra angolare nella condotta degli affari pubblici e che rispetterà la volontà del popolo tunisino.

Un membro della Suprema commissione elettorale indipendente, Adel Al-Brinsi, ha affermato che il secondo turno potrà essere organizzato per il 29 settembre in assenza di ricorsi o per il 6 ottobre, in caso di appello unico. In tal caso, le elezioni presidenziali coincideranno con quelle legislative.

Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato le nuove elezioni presidenziali, le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. Si tratta dell’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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