Trump rivela il nome del nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 17:25 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riferito, il 18 settembre, che Robert O’Brien sarà il nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, che sostituirà John Bolton.

O’Brien, che attualmente è un inviato presidenziale speciale per le questioni relative agli ostaggi presso il Dipartimento di Stato, ha una lunga carriera negli ambienti repubblicani e si è occupato largamente di politica estera. Sarà il quarto consigliere per la Sicurezza Nazionale di Trump, in sostituzione di John Bolton, che è stato rimosso dall’incarico il 10 settembre. Nell’annunciare le sue dimissioni, Trump aveva affermato che lui e Bolton “erano fortemente in disaccordo” su una serie di questioni, tra cui la Corea del Nord e il Venezuela. 

Il 18 settembre, tuttavia, il presidente statunitense ha rivelato il nome del sostituto di Bolton. “Ho lavorato a lungo e duramente con Robert”, ha scritto Trump in un post su Twitter. “Farà un ottimo lavoro!” L’annuncio di Trump arriva in un momento particolarmente teso sull’arena internazionale, durante il quale gli Stati Uniti dovranno valutare una risposta adeguata agli attacchi contro le strutture petrolifere dell’Arabia Saudita. Non solo, il nome di O’Brien arriva 10 giorni dopo la brusca interruzione dei colloqui con i talebani, che erano mirati a mettere fine ai 18 anni di guerra in Afghanistan.

O’Brien è un avvocato di Los Angeles che ha prestato servizio come consulente di politica estera in diverse campagne presidenziali repubblicane, ha gestito numerosi casi legali rilevanti e ha ricoperto numerosi incarichi presso il Dipartimento di Stato. Dal 2008 al 2011, O’Brien era stato nominato presidente di un comitato governativo che fornisce consulenza su questioni relative al traffico di antichità e altri beni culturali. Nel 2005, il presidente George W. Bush ha nominato O’Brien rappresentante degli Stati Uniti presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove ha lavorato al fianco di Bolton. O’Brien è stato anche consigliere delle campagne presidenziali repubblicane dell’ex governatore Scott Walker, dell’ex governatore Mitt Romney e del senatore Ted Cruz.

O’Brien è il migliore dei 5 candidati che Trump ha esaminato per questa posizione, secondo quanto riferito dal presidente stesso. Il precedente consigliere per la Sicurezza Nazionale, Bolton, era stato nominato nella primavera del 2018, in seguito alle dimissioni di Michael T. Flynn, il quale aveva rinunciato al proprio incarico dopo soli 24 giorni. Il suo successore, il generale H. R. McMaster, era stato allontanato da Trump anch’esso per via del forte disaccordo tra i due. Per i suoi sostenitori, il precedente consigliere svolgeva una funzione di controllo su quella che era definita la “diplomazia ingenua” di Trump. Bolton, al contrario, è percepito come una persona realista e dalle chiare vedute in grado di trattenere un presidente privo di esperienza nel campo degli Affari Esteri. Ma dall’altra parte, Trump ha più volte reso noto di ritenere che Bolton volesse trascinare gli Stati Uniti in una nuova guerra. 

Le relazioni tra Trump e Bolton si sono inasprite a giugno 2019, dopo che Trump aveva annullato un bombardamento contro l’Iran inizialmente programmato in seguito all’abbattimento di un drone militare statunitense effettuato dai Guardiani della Rivoluzione Islamica. Contrariamente rispetto a Trump, Bolton approvava il bombardamento aereo. Parallelamente, i due avevano discusso dopo che Trump aveva annunciato, sempre nel mese di giugno 2019, un incontro inaspettato con Kim Jong Un nella zona demilitarizzata. Bolton aveva più volte criticato pubblicamente i test missilistici della Corea del Nord e in seguito all’annuncio dell’incontro improvviso con il leader di Pyongyang, il consigliere sulla sicurezza degli Stati Uniti aveva deciso di non accompagnare il suo presidente in Corea del Nord. Precedentemente, nel mese di maggio, Bolton aveva ripetutamente sostenuto che i test missilistici nordcoreani rappresentassero una violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Al contrario, Trump aveva ridimensionato le preoccupazioni del suo consulente, al fine di preservare le relazioni con il leader nordcoreano.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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