Somalia: esercito americano uccide 2 militanti di al-Shabaab

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 10:52 in Somalia USA e Canada

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Il Commando africano degli Stati Uniti (AFRICOM) ha reso noto di aver ucciso 2 militanti dell’organizzazione terroristica di al-Shabaab durante un’operazione condotta nel Sud della Somalia. L’attacco aereo è stato effettuato nei pressi della città portuale di Chisimaio, vecchia roccaforte del gruppo jihadista. Secondo quanto riferito dagli ufficiali della squadra militare americana, l’offensiva è avvenuta in risposta ad un attacco contro una pattuglia somala compiuto il giorno prima da alcuni militanti di al-Shabaab.

“In coordinamento con il governo federale della Somalia, il Commando africano degli Stati Uniti ha condotto un attacco aereo contro i ribelli di Al-Shabaab dopo che questi avevano attaccato una pattuglia somala a Nord-Ovest di Chisimaio, nella provincia del Basso Juba, il 17 settembre. In questo momento, è stato accertato che la controffensiva aereo ha ucciso 2 terroristi”, ha chiarito AFRICOM con una dichiarazione pubblicata su Twitter. Nessun civile è stato ucciso o ferito durante l’operazione, ha poi specificato il tweet.

Martedì 17 settembre, il comandante dell’esercito nazionale somalo, il generale Odawa Yusuf Rage, aveva dichiarato che le sue truppe erano riuscite ad eliminare il leader di al-Shabaab nella regione centrale di Hiran, insieme ad un altro membro dell’organizzazione di alto rango. Nella stessa giornata, le forze somale dello Stato regionale di Jubaland hanno riferito di aver ucciso più di 15 combattenti dell’organizzazione in un’operazione nella provincia del Basso Juba.

La più grande operazione condotta in tempi recenti sul cielo della Somalia, risale al 19 gennaio 2019, quando l’esercito statunitense ha effettuato un raid aereo che ha ucciso 52 militanti islamici di al-Shabaab, dopo che questi avevano attaccato una base militare somala nel corso della medesima giornata.

AFRICOM ha inoltre rivendicato la propria responsabilità relativamente all’uccisione del vice-leader regionale dell’Isis, Abdulhakim Dhuqub, avvenuta lo scorso 14 aprile. Secondo le Nazioni Unite, nel 2004 Dhuqub aveva aiutato a creare la prima cellula terroristica di al-Ittihad al-Islamiya (AIAI), predecessore ideologico di al-Shabaab, che combatte contro il governo nazionale somalo da oltre un decennio. In seguito, Dhuqub aveva disertato il movimento per unirsi allo Stato Islamico.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. Il suo scopo è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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