Immigrazione: disaccordo tra Italia e Malta, Ocean Viking salva 109 migranti

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 6:57 in Immigrazione Italia Malta

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La Guardia costiera italiana ha annunciato, martedì 17 settembre, di avere tratto in salvo 90 migranti, poco dopo, la Ocean Viking ha salvato altre 109 persone a largo della Libia.

Sono quasi 200 i migranti che nella giornata di martedì 17 settembre sono stati salvati nelle acque del Mediterraneo.

I primi 90 sono stati tratti in salvo dalla Guardia costiera italiana, la quale ha annunciato, di avere soccorso una imbarcazione in difficoltà in acque maltesi a seguito della richiesta di intervento inoltrata dalle autorità di Malta le quali, tuttavia, non hanno in seguito concesso il trasferimento dei migranti tratti in salvo.

La questione, secondo quanto riportato dal Times of Malta, è caratterizzata dalla presenza di un forte disaccordo tra i due Paesi, ciascuno dei quali ritiene l’altro responsabile del salvataggio dei migranti. Se da un lato la Guardia costiera italiana sostiene di aver agito su richiesta di Malta, dall’altro il portavoce delle Forze armate maltesi ha dichiarato che queste ultime “stavano sorvegliando la situazione quando gli italiani sono intervenuti”.

Il portavoce delle forze armate maltesi aveva inoltre sottolineato poco dopo l’intervento della Guardia costiera italiana che il porto più vicino al luogo del salvataggio fosse quello di Lampedusa e che per tale ragione i migranti dovevano essere trasportati in Italia per completare le operazioni di sbarco.

A seguito del rifiuto mostrato da parte delle autorità maltesi, secondo quanto reso noto da ANSA, la motovedetta della guardia costiera italiana si è diretta verso l’isola del Mediterraneo.

Nel frattempo, mentre Roma e La Valletta discutevano sulla responsabilità del salvataggio dei migranti, la Ocean Viking, di proprietà della ONG francese SOS Mediterraneee e Medici Senza Frontiere, ha tratto in salvo, nel corso di due operazioni distinte nell’arco della stessa giornata, 109 migranti.

I primi 48 migranti sono stati salvati a circa 53 miglia nautiche dalle coste della Libia, dove si trovava una barca di legno in difficoltà. Tra i migranti salvati, secondo quanto reso noto dall’equipaggio, vi sono uomini, donne, bambini piccoli e un neonato.

Successivamente, la Ocean Viking ha individuato un gommone in situazione di emergenza, a bordo del quale vi erano altri 61 migranti, molti dei quali, una volta tratti in salvo, sono stati soccorsi per aver inalato del carburante.

L’ultima operazione condotta dalla Ocean Viking si era ultimata lo scorso fine settimana, a seguito dello sbarco a Lampedusa degli 82 migranti a bordo della nave francese di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. In tale occasione, la nave non era entrata nel porto, ma era rimasta a largo, e i migranti, arrivati nel pomeriggio di sabato 14 settembre, erano stati trasferiti a Lampedusa a bordo di motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. In tale occasione, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aveva sottolineato che il nuovo governo di Roma non ha cambiato rotta in merito alla politica immigratoria e che “alla Ocean Viking è stato concesso un porto sicuro perché c’è l’accordo per la redistribuzione con l’Ue”. In base a tale accordo,  Francia e Germania accoglieranno, ciascuna, il 25% degli 82 migranti; l’Italia si farà carico di circa il 10% di loro, e i restanti verranno ripartiti tra gli altri Stati disponibili all’interno dell’Unione Europea.

Lo sbarco a Lampedusa avveniva dopo che per giorni la Ocean Viking era rimasta ferma in mare in attesa di istruzioni dal Ministero dell’Interno italiano, con a capo la neo-nominata ministra Luciana Lamorgese, e quello maltese, e aspettando l’attribuzione di un porto sicuro. L’imbarcazione aveva tratto in salvo, in due operazioni distinte, 84 migranti a largo delle coste della Libia. L’11 settembre era tuttavia stata disposta l’evacuazione della donna incinta di nove mesi a bordo della nave, insieme al marito, vista “la preoccupazione per potenziali complicanze che potrebbero insorgere durante un parto a bordo”.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 70.027, di cui 56.552 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, sono giunti 35.171 migranti in Grecia, 20.460 in Spagna, 5.852 in Italia, 4.806 a Cipro e 2.252 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25%.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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