Bulgaria appalta ai sauditi gasdotto per il trasporto di gas russo in Europa

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 17:24 in Arabia Saudita Bulgaria Russia

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In Bulgaria, l’azienda di Stato produttrice di gas, la Bulgartransgaz, ha affidato, mercoledì 18 settembre, un appalto di oltre 1 miliardo di euro a un gruppo a guida saudita, Arkad, per la costruzione di un gasdotto finalizzato al trasporto del gas naturale russo in Europa.

Il Paese della regione balcanica sta velocizzando la costruzione dei 474 chilometri di gasdotto che collegheranno la Turchia alla Serbia e che garantiranno la fornitura di gas naturale russo a Belgrado, Budapest e Vienna. Ciò sarà reso possibile dal collegamento del gasdotto bulgaro al TurkStream, il condotto del gas in fase di costruzione che collega la Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero.

Mosca, la quale secondo quanto reso noto da Reuters sta costruendo il TurkStream al fine di aggirare da Sud l’Ucraina, aveva già rivelato nel mese di luglio che aveva in progetto un secondo braccio del gasdotto, con una capacità annuale di 15.75 miliardi di metri cubici, il quale attraverserà la Bulgaria per raggiungere l’Europa centrale.

Il secondo braccio, secondo quanto annunciato dal premier bulgaro, Boyko Borissov, al momento della firma del contratto con il gruppo a guida saudita, “sarà il cosiddetto Balkan Stream, il quale farà sì che la Bulgaria benefici dei diritti di transito, rimarrà a Sofia una volta ripagato e fornirà gas alternativo ai vicini di Macedonia del Nord, Serbia e Ungheria”.

Secondo quanto reso noto da Borissov, il 90% dei condotti sono già stati consegnati ai porti bulgari. Ciò ha portato Sofia a richiedere la consegna dei primi 308 chilometri del gasdotto entro gennaio 2020, una scadenza che secondo alcuni esperti è estremamente difficile da rispettare.

Borissov ha inoltre annunciato che il gasdotto, insieme ad una interconnessione con la Grecia, manterrà la Bulgaria “sulla mappatura del gas” e farà sì che non venga sorpassata dalle altre rotte dell’Europa sudorientale.

Ad aver partecipato alla gara d’appalto, oltre al gruppo Arkad, vi era anche un consorzio con sede in Lussemburgo formato dalla russa TMK, l’italiana Bonatti e la tedesca Max Streicher.

La decisione di costruire un gasdotto in Bulgaria era stata annunciata nel maggio 2018, quando il presidente, Rumen Radev, aveva dichiarato che il Paese avvertiva il bisogno di esportazioni dirette di gas russo attraverso il mar Nero.

Secondo quanto ricostruito da Reuters, il contratto con il gruppo a guida saudita giunge il giorno precedente l’incontro programmato tra i rappresentanti di Unione Europea, Russia e Ucraina, i quali discuteranno del futuro del transito del gas russo attraverso l’Europa, in vista della scadenza, nel gennaio 2020, del contratto di durata decennale avviato nel 2010.

In vista della scadenza di tale contratto, l’Ucraina ha, insieme alla Polonia, firmato un patto tripartito con gli Stati Uniti in merito alla fornitura da parte di Washington di gas naturale liquefatto. L’accordo si pone in contrasto al progetto della Russia “Nord Stream 2”, il quale prevede la costruzione di un gasdotto che non attraversa né la Polonia, né nessuno Stato baltico, né la Bielorussia o l’Ucraina, facendo sì che questi Paesi perdano gli eventuali diritti di transito, e al tempo stesso non possano sfruttare il percorso per sospendere le forniture di gas all’Europa occidentale per far pressione sui negoziati con la Russia.

Nel 2016, inoltre, la Commissione europea aveva adottato una decisione in base alla quale la Russia poteva usufruire di un tratto inutilizzato del gasdotto tedesco OPAL, Ostsee-Pipeline-Anbindungsleitung, il quale si trova ai confini orientali della Germania. Tale decisione consentiva di fatto a Mosca di collegare in esclusiva tale tratto del gasdotto al già esistente tratto russo Nord Stream, il quale collega la Russia al gasdotto OPAL passando a Nord dei Paesi Baltici. Tale concessione, però, è stata appellata dalla Polonia, la quale, il 10 settembre, ha vinto il ricorso, consentendo ora anche ad altri fornitori di gas di utilizzare il gasdotto secondo “le norme europee vigenti” al fine di assicurare l’accesso indiscriminato a tutte le compagnie del settore del gas.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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