Bielorussia smantella rete di traffico di armi tra Ucraina e Russia

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 6:30 in Bielorussia Russia Ucraina

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I funzionari doganali della Bielorussia, insieme agli agenti del Comitato di sicurezza dello Stato, i servizi di intelligence bielorussi, hanno smantellato una rete di contrabbando che si stava preparando a trasportare armi dall’Ucraina alla Russia.

“Abbiamo ricevuto informazioni sul trasporto di componenti di armi dall’Ucraina, attraverso la Bielorussia e la Lituania. Da lì dovevano essere trasferiti in grandi quantità nella Federazione russa” – ha detto il direttore della polizia doganale bielorussa Jurij Senko in un’intervista alla televisione locale Belarus-1, spiegando poi che gli agenti sono intervenuti per smantellare la rete di contrabbando in accordo con le forze di sicurezza russe.

Gli agenti hanno condiviso informazioni con i loro colleghi della Federazione russa, che hanno completato l’operazione in territorio russo e le cui operazioni hanno rivelato come un gran numero di armi fosse già sul suolo russo. Secondo quanto ha reso noto Senko, si tratta di fucili d’assaltopistole e fucili da caccia, oltre a oltr9.000 pezzi di munizioni.

Inoltre, ha riferito che con l’aumento del numero di persone che attraversano o tentano di attraversare il confine quotidianamente, aumentano anche i tentativi dei trafficanti di sostanze stupefacenti e psicotrope di introdurre narcotici dall’Ucraina in Bielorussia e da lì in Russia e in Lituania, da cui poi proseguono per il resto dei paesi UE. 

Lo scorso 3 settembre, il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, aveva dichiarato che la Bielorussia “è stata costretta a chiudere ermeticamente il confine con l’Ucraina” a causa dell’immenso flusso di armi e non ha escluso un possibile aumento del numero di guardie al confine con Ucraina.

Secondo i dati del Comitato di frontiera statale della Repubblica, la polizia doganale bielorussa, nel 2018, gli agenti di frontiera bielorussi hanno effettuato 76 sequestri di armi provenienti dal paese vicino.

Sin dall’inizio della crisi ucraina Lukashenko ha adottato una serie di misure volte a evitare il coinvolgimento del paese nello scontro tra Kiev e le Repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk ed ha cercato di mantenere una posizione neutrale tra Russia e Ucraina, tanto che Minsk è stata sede dei negoziati tra le parti. Tra le misure adottate il divieto per chiunque varchi la frontiera tra Ucraina e Bielorussia di portare armi di qualunque tipo. Nel 2016, inoltre, Lukashenko aveva denunciato “un’alluvione di armi” che entrava dall’Ucraina alla Bielorussia, diretta ai mercati illegali di tutto il mondo. Nell’occasione il leader bielorusso aveva chiesto a Russia e UE di collaborare nel contrasto al traffico illegale di armi.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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