Afghanistan: attacco contro un ufficio governativo a Jalalabad

Pubblicato il 18 settembre 2019 alle 12:25 in Afghanistan Asia

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Un gruppo di uomini armati e un kamikaze hanno attaccato un edificio governativo a Jalalabad, nella provincia orientale di Nangarhar, ferendo 9 persone. Si tratta del terzo attentato in due giorni in Afghanistan. 

L’attentato si è verificato il 18 settembre, quando un gruppo di uomini armati ha fatto detonare alcuni esplosivi all’estero di un edificio pubblico che si occupa della distribuzione di carte d’identità elettroniche, nella città di Jalalabad. Almeno 9 persone, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti a seguito di tale attacco, secondo quanto hanno riferito i funzionari locali. A seguito dell’esplosione, gli uomini armati hanno fatto irruzione nell’edificio, dove gli scontri sono ancora in corso. Si tratta del terzo attentato in due giorni in Afghanistan, dove le violenze sono ormai quotidiane. 

Almeno 48 persone sono rimaste uccise e più di 40 ferite quando un attentatore su una motocicletta ha preso di mira una manifestazione elettorale del presidente, Ashraf Ghani, il 17 settembre. In un incidente separato, poche ore dopo, si è verificata una seconda esplosione nei pressi della green zone di Kabul, dove si trovano uffici governativi e rappresentanze diplomatiche. Il secondo attentato ha avuto luogo nei pressi del Ministero della Difesa, dell’ambasciata americana e del quartier generale della NATO. I talebani hanno rivendicato la responsabilità di entrambi gli attacchi di martedì 17 settembre

Tale situazione rischia di peggiorare a seguito di una crisi diplomatica in corso. I colloqui di pace tra USA e talebani sono iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan. Tuttavia, nonostante all’inizio di settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

Inoltre, l’Afghanistan si sta preparando alle elezioni, previste per il 29 settembre e le tensioni non fanno che aumentare. Già il 6 agosto, i talebani avevano avvertito la popolazione afghana di evitare di partecipare agli eventi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali, poiché i militanti colpiranno il “falso” processo elettorale. Alle elezioni presidenziali afgane parteciperanno 18 candidati, tra cui il presidente in carica, Ashraf Ghani. I talebani hanno riferito che le elezioni presidenziali del 2014 sono state rovinate dall’interferenza degli Stati Uniti, messa in atto dall’ex segretario di Stato USA, John Kerry. Intanto, la volontà del popolo veniva ignorata, hanno sottolineato i talebani. Il gruppo afferma che le elezioni in Afghanistan non saranno legittime finchè persisterà la presenza di forze straniere nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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