Venezuela: accordo tra Maduro e un settore dell’opposizione, Guaidó interrompe i negoziati

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 9:42 in America Latina Venezuela

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Lunedì 16 settembre il governo venezuelano ha annunciato di aver raggiunto un accordo con un settore di minoranza dell’opposizione, in risposta alla decisione di Juan Guaidó di interrompere i negoziati. Mentre la strada sponsorizzata dalla Norvegia si sta esaurendo, alcuni leader chavisti guidati da Jorge Rodríguez, ministro della Comunicazione, hanno organizzato un atto per presentare un patto politico parallelo con i rappresentanti della cosiddetta Concertación por el cambio. Questa è la piattaforma di piccoli gruppi che raggruppa gli avversari più moderati del chavismo. Erano presenti, all’atto di firma dell’accordo, trasmesso in televisione, Felipe Mujica, Claudio Fermín, Timoteo Zambrano e Luis Romero.

I leader chavisti hanno annunciato inoltre  il ritorno del gruppo di minoranza del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) all’Assemblea Nazionale, uno degli obiettivi del patto, infatti, è quello di organizzare elezioni legislative a breve termine. Rodríguez e i leader della Concertación hanno inoltre affermato di aver concordato la nomina dei nuovi membri del Consiglio elettorale nazionale (CNE), il rifiuto delle sanzioni statunitensi, la liberazione di alcuni prigionieri e il riconoscimento all’Assemblea costituente nazionale del chavismo come organo legislativo. Si è parlato anche dell’attuazione di un programma Oil for Food, basato sul meccanismo di assistenza umanitaria omonimo sviluppato per alleviare le devastazioni della guerra in Iraq, proposto dall’economista Francisco Rodríguez.

Sebbene sia un gruppo minoritario in seno all’opposizione, il passo compiuto da questi leader è stato accolto molto male dalle forze di opposizione venezuelane ed è stato interpretato da giornalisti, analisti, politici e attivisti come un duro colpo all’autorità e alla linea politica di Guaidó.

Alcune settimane fa, Maduro aveva annunciato che la sua delegazione si stava ritirando dai negoziati alle Barbados, accusando Guaidó di organizzare un complotto per consegnare alla Guyana la Guiana Essequiba, un territorio in realtà già della Guyana stessa, ma rivendicato ormai da decenni dal Venezuela.

La decisione di Guaidó di interrompere i negoziati è stata annunciata in una lettera pubblica in cui si afferma che “il regime dittatoriale di Nicolás Maduro ha abbandonato il processo negoziale con scuse fallaci: dopo più di 40 giorni in cui si sono rifiutati di continuare ad andare avanti, confermiamo che il meccanismo delle Barbados si è esaurito”. Guaidó, annunciando la rottura dei negoziati, ha invitato la popolazione a prepararsi a raddoppiare la pressione popolare per le strade, ora che si avvicina la fine delle vacanze, e ha richiesto una “dose speciale di impegno prima della fase difficile e cruciale che si sta avvicinando”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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