Soldato USA muore in servizio in Afghanistan

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 10:02 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un soldato statunitense è stato ucciso, lunedì 16 settembre, in Afghanistan, secondo quanto riferito dalla missione NATO nel Paese. Si tratta della prima vittima straniera dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e talebani per porre fine alla guerra.

La notizia è stata riferita dall’Operazione Resolute Support della NATO, attiva in Afghanistan a partire dal 1° gennaio 2015. Il soldato è morto mentre si trovava in servizio, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’accaduto. Tale decesso porta il numero di statunitensi uccisi in combattimento in Afghanistan quest’anno a 17. La morte dell’uomo arriva poco dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato i colloqui con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione degli incontri, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato americano, sono state uccise.

Intanto, le forze di sicurezza afghane, sostenute dagli attacchi aerei statunitensi, hanno ucciso 2 dei governatori provinciali dei talebani, domenica 15 settembre, mentre i combattimenti si sono intensificati all’indomani della fine dei colloqui. Inoltre, 11 province del Paese, compresa Kabul, sono senza elettricità dal 15 settembre, a seguito di un assalto da parte di alcuni militanti armati. L’energia elettrica, che viene importata dall’Uzbekistan, è stata drasticamente tagliata in 11 province afghane, tra cui Kabul, dopo che domenica 15 settembre “alcuni militanti armati hanno distrutto 2 piloni dell’elettricità nella provincia settentrionale di Baghlan”, secondo una dichiarazione della società di alimentazione elettrica Breshna Sherkat. “L’incidente è avvenuto all’incirca alle 10 di domenica, quando le infrastrutture sono state fatte saltare in aria con degli esplosivi”, ha riferito un portavoce dell’azienda. 

Infine, è importante sottolineare che il clima prima delle elezioni è particolarmente teso nel paese. Già il 6 agosto, i talebani avevano avvertito la popolazione afghana di evitare di partecipare agli eventi della campagna elettorale per le elezioni presidenziali, poiché i militanti colpiranno il “falso” processo elettorale. Alle elezioni presidenziali afgane, previste per il 29 settembre parteciperanno 18 candidati, tra cui il presidente in carica, Ashraf Ghani. I talebani hanno riferito che le elezioni presidenziali del 2014 sono state rovinate dall’interferenza degli Stati Uniti, messa in atto dall’ex segretario di Stato USA, John Kerry. Intanto, la volontà del popolo veniva ignorata, hanno sottolineato i talebani. Il gruppo afferma che le elezioni in Afghanistan non saranno legittime finchè persisterà la presenza di forze straniere nel Paese.

Il governo afghano, da parte sua, aveva annunciato un piano per la sicurezza della campagna elettorale e ha dichiarato che tutte le risorse verranno utilizzate per garantire che i raduni della campagna e il processo elettorale si svolgano in un ambiente sicuro. Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.