Siria- Iraq: attacco contro postazioni iraniane

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 17:25 in Iran Iraq Siria

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Dieci combattenti iracheni, fedeli alle milizie iraniane, sono stati uccisi nella notte tra il 16 ed il 17 settembre, in seguito a raid lanciati da aerei da guerra, di provenienza sconosciuta, contro l’area di Al-Bukamal, situata nell’Est della Siria, al confine con l’Iraq.

In particolare, secondo quanto rivelato dal direttore dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, gli attacchi hanno preso di mira tre postazioni delle Guardie della Rivoluzione iraniane e di altre milizie affiliate, tutte situate nell’area rurale orientale di Deir ez-Zor. Tuttavia, non è stato possibile identificare i responsabili dell’accaduto. Dal canto loro, le forze irachene hanno adottato diverse misure lungo il confine con la Siria, in previsione di qualsiasi emergenza.

Si tratta del secondo attacco di tale tipo in un mese. Il primo ha causato la morte di almeno 18 membri di combattenti iraniani ed alleati, sempre nei pressi dell’area di Al-Bukamal. Questa offensiva si è verificata il 9 settembre, quando fonti militari irachene di Anbar hanno riferito che una grande esplosione ha interessato un deposito di armi delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), situato nell’Ovest della città di Hit. Le PMF sono sostenute dall’Iran e, oltre ad aver combattuto contro lo Stato Islamico, sono state incorporate dall’esercito iracheno nel 2016. A luglio, il governo ha aumentato il controllo sul gruppo paramilitare e ha posto la formazione sotto il comando completo delle forze armate.

Nelle ultime settimane, diversi attacchi sono stati condotti contro le basi del gruppo PMF ed i propri depositi e magazzini di stoccaggio di armi. Da un lato, il governo iracheno ha semplicemente aperto un’inchiesta per indagare sui responsabili di tali incidenti. Dall’altro lato, alcuni leader delle PMF hanno accusato Israele e gli Stati Uniti di essere coinvolti.

Non da ultimo, il 25 agosto scorso, le PMF hanno incolpato Israele di un raid aereo condotto da un drone vicino al confine con la Siria, e che ha causato la morte di almeno uno dei loro combattenti. A tal proposito, gli Stati Uniti sono stati accusati di sostenere Israele, fornendo sostegno aereo per i suoi attacchi. Tuttavia, il Pentagono ha sempre respinto le accuse, negando ogni coinvolgimento.

Le forze iraniane e irachene, che sostengono le forze del regime siriano, sono dispiegate in una vasta area nella zona rurale orientale di Deir ez-Zor, in particolare tra le città di confine di Al-Bukamal e Al- Mayadin. A sua volta, il governatorato di Deir ez-Zor è suddiviso tra diversi attori. In particolare, le forze del regime ed i combattenti iraniani controllano l’area a Ovest del fiume Eufrate mentre le Syrian Democratic Forces (SDF), fazioni curde sostenute dalla coalizione internazionale a guida statunitense, occupano le aree lungo le sponde orientali.

Le milizie di combattenti filo-regime situate nella zona sono state il bersaglio di diversi attacchi. 55 di loro, sia siriani sia iracheni, sono stati uccisi nel mese di giugno 2018, a seguito di attacchi che, a detta di un funzionario statunitense, sono stati condotti da Israele. Quest’ultimo si è rifiutato di commentare. Dal canto suo, anche la coalizione a guida internazionale ha più volte preso di mira le postazioni delle forze del regime siriano situate nell’area.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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