Immigrazione, Grecia: 141 migranti sbarcano a Lesbo, Atene vede opportunità in UE

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 6:51 in Grecia Immigrazione

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Un totale di 141 migranti è sbarcato sulle coste dell’isola di Lesbo nelle prime 12 ore di lunedì 16 settembre.

È quanto reso noto dal direttorato del corpo di polizia del Nord dell’Egeo, e diffuso dal quotidiano Ekathimerini, il quale ha altresì aggiunto che altre 131 persone hanno raggiunto le coste di Lesbo da venerdì 13 a domenica 15 settembre, nonostante il forte vento che ha colpito l’Egeo.

Di fronte ai continui arrivi di migranti, il ministro per le Politiche migratorie della Grecia, Giorgios Koumoutsakos, ha più volte chiesto aiuto all’UE e ha dichiarato a tale riguardo che gli Stati costieri dell’Unione si trovano in una posizione più favorevole per tentare di convincere gli altri Paesi a fornire supporto per fronteggiare gli sbarchi dei migranti.

Nello specifico, secondo Koumoutsakos, la decisione della Commissione Europea entrante di formulare una nuova strategia in materia di immigrazione offre ai Paesi del Mediterraneo l’opportunità di sottolineare le proprie preoccupazioni.

In tale contesto, la Grecia riveste un ruolo particolare, dal momento che il confine orientale dell’UE, secondo il ministro, ha visto solo nel mese di Agosto tra i 4.500 e i 5.000 ingressi, il che rappresenta circa il quadruplo di ogni altro punto di arrivo del Mediterraneo.

Le parole del ministro greco sono giunte a seguito del vertice di lunedì 16 settembre con il ministro dell’Interno cipriota Constantinos Petrides. Al termine dell’incontro, Koumoutsakos ha altresì dichiarato di ritenere che l’accordo tra UE e Turchia debba essere implementato, annunciando di fatto che la Grecia aumenterà i rimpatri verso la Turchia, la quale a sua volta è tenuta a eliminare le reti di traffico di esseri umani e a prevenire la creazioni di nuove rotte che i migranti possono utilizzare per raggiungere l’Europa.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 70.027, di cui 56.552 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909, di cui 640 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, sono giunti 35.171 migranti in Grecia, 20.460 in Spagna, 5.852 in Italia, 4.806 a Cipro e 2.252 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25%. 

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 15 settembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare complessivamente 30.755 migranti. Paragonando i dati allo stesso periodo dello scorso anno, in Grecia sono arrivati via mare 9.019 migranti in più. Per quanto concerne gli arrivi via terra, nello stesso lasso di tempo sono arrivati in Grecia 4.416 migranti. Secondo quanto diffuso, inoltre, dalle autorità elleniche, solo dall’1 al 9 settembre sono giunti dalla Turchia 2.241 migranti, di cui 1.254 a Lesbo, 619 a Samo e 368 a Chio. Stando all’ultima rilevazione effettuata nel mese di maggio 2019 dalle autorità di Atene, i migranti che giungono in Grecia sono principalmente provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dai territori palestinesi, dall’Iraq e dalla Repubblica Democratica del Congo.

Da parte sua, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia, dal momento che la Turchia è indicata come punto di partenza dalla maggior parte dei migranti che raggiungono le coste dell’Egeo. Tuttavia, il ministro dell’Interno turco, Suyleyman Soylu, aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i dati elaborati dalle autorità di Ankara. Nello specifico, secondo quanto sostenuto dalla Turchia, nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia erano stati 30.842, mentre nello stesso periodo dell’anno corrente sono stati 29.025, il che significa che vi è stata una diminuzione del 6%”. In virtù di tali cifre, ha dichiarato Soylu, “Ankara ha appreso con rammarico le ultime dichiarazioni rilasciate dall’Unione Europea che, se si concentrasse sulla Turchia tanto quanto sulla Grecia, risolverebbe meglio i suoi problemi”. 

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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