Elezioni presidenziali in Tunisia: l’ascesa di un nuovo “uomo di potere”

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 10:41 in Africa Tunisia

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Gli ultimi risultati dello spoglio elettorale del 16 settembre, delle ore 20: 30, relativo alle elezioni presidenziali tunisine, ha rivelato che i tre candidati in testa sono Kaïs Saïed, Nabil Karoui e Abdel Fattah Mourou.

Tali risultati, resi noti dalla Commissione elettorale indipendente e comprendenti l’80% dei voti, confermano quanto predetto dai primi sondaggi. In particolare, sino ad ora, Saied ha ottenuto il 18,9% dei voti, seguito da Karoui, per il partito “Il cuore della Tunisia” con il 15,5%, ed il candidato Mourou di Ennahda con il 12,9%.

Per alcuni, si sta cercando di trarre un insegnamento, a livello politico e sociale, dai risultati emersi. Già in seguito alla pubblicazione dei primi sondaggi, era stato affermato che il vuoto lasciato dall’ex classe politica al potere, ed i problemi causati da questa a livello sociale ed economico, hanno portato gli elettori tunisini a favorire proposte alternative e partiti che si sono rivolti maggiormente alle classi più emarginate. Per alcuni si è trattato di un “terremoto politico”, che mostra un forte rifiuto verso i governi precedenti, incapaci, per il popolo tunisino, di migliorare gli standard di vita o porre fine alla corruzione.

Un membro della Suprema commissione elettorale indipendente, Adel Al-Brinsi, oltre a notare che tra i diversi candidati vi è poco scarto, ha dichiarato che, a meno che uno dei candidati non raggiunga il 50% dei voti, si passerà ad un secondo turno. Quest’ultimo potrà essere organizzato per il 29 settembre in assenza di ricorsi o per il 6 ottobre, in caso di appello unico. In tal caso, le elezioni presidenziali coincideranno con quelle legislative.

Fino a poco tempo fa, Saied non era incluso tra i candidati favoriti nella corsa presidenziale, soprattutto alla luce della presenza di concorrenti di grosso calibro come Mourou, il primo ministro Youssef Chahed e il ministro della Difesa Abdelkrim Zubeidi. Tuttavia, il candidato 61enne, dopo aver raccolto un grande supporto da parte del popolo tunisino, ha fatto grandi progressi già nel corso dei sondaggi condotti durante il periodo elettorale e il giorno delle elezioni ha inferto un colpo decisivo ai suoi rivali.

Saied è apparso inizialmente nel mondo dei media come giurista specializzato, dopo la rivoluzione del 2011, per spiegare questioni costituzionali, ma, successivamente, è diventato famoso per la sua straordinaria abilità nell’arabo e nella comunicazione, in cui viene impiegata la sua “voce repubblicana”. Tale caratteristica è stata altresì preservata nella campagna elettorale e nei dibattiti televisivi pre-elezioni.

“Questa è una nuova fase nella storia della Tunisia, come se fosse una rivoluzione, ma una rivoluzione nel rispetto della legittimità esistente”, ha dichiarato Saied al momento della rivelazione dei risultati dei primi sondaggi, aggiungendo che ciò che è accaduto durante gli ultimi giorni della campagna elettorale, nelle regioni e nelle città tunisine, dimostra che il popolo sta aspettando un futuro migliore e, pertanto, è importante che tutti si assumano la propria responsabilità.

L’ascesa di Kais Saied e Nabil Karoui rappresenta un grande cambiamento nel panorama politico tunisino, rispetto alle prime elezioni, nonché un duro colpo per i principali partiti politici. Tuttavia, diversi quesiti sono sorti sia a livello politico sia nel mondo dei media, alla luce della campagna del favorito in carica. Saied ha presentato slogan basati su volontariato, minimalismo e austerità e questi lo hanno portato ad avvicinarsi sempre più anche a giovani e studenti, nonché intellettuali.

Non da ultimo, per alcuni analisti, Saied ha presentato un’immagine diversa dell’uomo di potere, che può essere sintetizzata nelle caratteristiche di un uomo ascetico, istruito e vicino alle persone, che offre meccanismi alternativi di governance. Ciò gli ha permesso di attirare l’attenzione della classe istruita, delle università e delle nuove generazioni.

Per quanto riguarda Karoui, questo si è sempre fatto promotore di slogan in difesa dei più poveri, ma, già al momento della presentazione della candidatura, la magistratura lo aveva messo sotto accusa. Lo scorso 23 agosto è arrivato il mandato di arresto, con l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Tuttavia, la commissione elettorale aveva affermato che il candidato avrebbe avuto il diritto di competere per la posizione di presidente, in quanto non era stato emesso, al momento della candidatura, un verdetto contro di lui. Nonostante ciò, Karoui ha goduto di una notevole base elettorale, ed è stato incluso sin dall’inizio nella lista dei possibili favoriti, oltre ad aver assistito a segni di protesta dei propri sostenitori contro la magistratura tunisina e le accuse relative.

Al momento, lo spoglio è ancora in corso. Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato le nuove elezioni presidenziali, le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. Si tratta dell’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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