Egitto-Etiopia: ancora disaccordi sulla diga GERD

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 12:32 in Egitto Etiopia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Egitto ha reso noto che i colloqui con l’Etiopia sui lavori di costruzione della diga GERD, ripresi domenica 15 settembre dopo circa un anno di stallo, non hanno portato ai risultati sperati. Lunedì, con una dichiarazione pubblica, il Ministero dell’Acqua egiziano ha riferito che in due giorni di negoziati i Paesi, tra i quali è stato incluso anche il Sudan, non sono riusciti a trattare gli aspetti tecnici del progetto. In particolare, secondo quanto riportato dal Cairo, la delegazione etiope si sarebbe rifiutata di discutere la proposta egiziana sulle operazioni di riempimento e funzionamento della GERD, il futuro sistema idroelettrico più grande di tutto il continente africano. La dichiarazione invita la controparte etiope a “impegnarsi seriamente in concrete negoziazioni tecniche” al prossimo incontro tra le parti, previsto tra il 30 settembre e l’1 ottobre a Khartoum, in Sudan.

Separatamente, una nota circolata tra i diplomatici egiziani, di cui l’agenzia di stampa Reuters è entrata in possesso, ha affermato che l’Etiopia avrebbe sommariamente respinto il piano del Cairo e che la proposta etiope sarebbe sembrata “ingiusta e non equa”. La nota sottolinea altresì l’esistenza di una grande differenza di vedute tra i due Paesi in merito sia alla quantità annuale di acqua che dovrebbe essere destinata all’Egitto sia alla gestione dei flussi durante la siccità. Il Cairo teme che il progetto della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), del valore di 5 miliardi di dollari, possa ridurre significativamente la sua quota di circa 55 miliardi di metri cubi rivendicata sul fiume Nilo, il quale soddisfa la quasi totalità del fabbisogno idrico del Paese, mentre, dall’altra parte, l’Etiopia garantisce che la diga non avrà alcun effetto sull’Egitto e che il progetto sosterrà lo sviluppo economico necessario ad Addis Abeba. Un portavoce del Ministero degli Esteri etiope, Nebiat Getachew, ha dichiarato, lunedì 16 settembre, che l’incontro non ha prodotto né accordi né disaccordi.  

Le sedute per discutere i lavori da intraprendere sulla diga sono ricominciate domenica 15 settembre, dopo che l’ultimo incontro tra il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il premier etiope Abiy Ahmed si era tenuto a luglio 2018. La costruzione del più grande sistema idroelettrico africano, che dovrebbe generare più di 6.000 megawatt di elettricità, era iniziata nell’aprile 2011. Il quadro delle trattative sulla GERD è stato sempre complicato dall’esistenza di due trattati, stipulati nel 1929 e nel 1959, che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti, attribuendo all’Egitto una percentuale maggiore. Pertanto, tali accordi vengono considerati ingiusti dall’Etiopia e dal Sudan. Inoltre, Il Cairo accusa Khartoum di essersi schierata in favore di Addis Abeba, mentre le autorità sudanesi ritengono che l’Egitto sostenga gruppi di ribelli attivi all’interno dei territori etiopi.

L’Egitto riceve circa il 70% del suo flusso d’acqua dal Nilo Azzurro e dal fiume Atbara, entrambi provenienti dall’altopiano etiope e confluenti nel Nilo principale dal Sudan settentrionale. Il suo flusso fornisce attualmente meno del 97% del fabbisogno idrico dell’Egitto, con 660 metri cubi per persona, una delle quote d’acqua pro capite annue più basse del mondo. Con una popolazione che dovrebbe raddoppiare nei prossimi 50 anni, si prevede che l’Egitto avrà carenze di acqua dolce e cibo a livello nazionale entro il 2025, secondo quanto emerso da uno studio condotto dalla Geological Society of America (GSA).

D’altro canto, si pensa che la diga, una volta completata, renderà l’Etiopia uno dei principali produttori di energia della regione dell’Africa orientale. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area, nonché il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. A gennaio, il Ministero dell’Acqua e dell’Energia etiope aveva garantito che, nonostante gli ultimi ritardi e le trattative in sospeso, la diga avrebbe cominciato la sua produzione a fine 2020 e sarebbe diventata pienamente operativa nel 2022.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.