Il Cremlino critica Zelens’kij per la sua richiesta di mantenere sanzioni contro la Russia

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 6:20 in Russia Ucraina

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Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha criticato la richiesta del presidente ucraino, Volodymyr Zelens’kij, di mantenere le sanzioni imposte alla Russia in relazione alla crisi in Ucraina.

Peskov ha aggiunto che le sanzioni “sono un’arma a doppio taglio”.

“Non avvantaggiano nessuno, non contribuiscono a una soluzione, contraddicono il diritto internazionale, ne erodono le norme e, in generale, non apportano nulla di buono né ai paesi soggetti alle sanzioni né a quelli che le impongono”, ha affermato.

Intervenendo il 13 settembre alla sedicesima riunione annuale del forum SÌ, Zelens’kyij ha dichiarato di essere deciso a recuperare i territori persi da Kiev negli ultimi anni e di porre fine alla guerra in Ucraina orientale.

Il presidente ucraino ha sottolineato che l’unico modo per raggiungere questo obiettivo è la diplomazia, ma allo stesso tempo si è pronunciato a favore del mantenimento delle sanzioni imposte alla Russia, qualificandole come “un’arma potente ed efficace” e “una tassa” necessaria per raggiungere la pace.

Il Cremlino accoglie con favore l’iniziativa del governo ucraino di sviluppare un piano per conformarsi agli accordi di Minsk”, ha affermato Peskov.

Il 12 settembre, Zelens’kij ha informato che Kiev ha elaborato una tabella di marcia per il rispetto degli accordi di Minsk con date esatte.

“Accogliamo favorevolmente le parole di Kiev secondo cui è in preparazione una tabella di marcia dettagliata per l’attuazione degli impegni assunti dall’Ucraina negli accordi di Minsk”, ha affermato il portavoce del Cremlino.

Peskov ha sottolineato che il rispetto degli accordi di Minsk risolverà una volta per tutte il conflitto interno in Ucraina.

Alla domanda della stampa sulla possibilità di un nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, Peskov ha affermato che il processo richiede “l’avvio di un nuovo scambio di opinioni e un duro e lungo lavoro” .

Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che finora Mosca e Kiev non hanno ancora esaminato la possibilità di rilasciare i marinai ucraini arrestati nel novembre 2018 per violazione del confine russo nei pressi dello stretto di Kerč’.

Dall’aprile 2014, l’Ucraina ha condotto un’operazione contro le milizie nell’est del suo territorio, dove sono state proclamate le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, in risposta al violento cambio di governo a Kiev nel febbraio dello stesso anno.

Gli accordi di Minsk, firmati nel settembre 2014 e nel febbraio 2015, hanno gettato le basi per una soluzione politica al conflitto, ma finora non hanno portato alla cessazione della violenza, il cui bilancio, secondo stime ufficiali dell’ONU, sarebbe di circa 13.000 morti.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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