Consiglio di Sicurezza dell’ONU: stallo tra Cina e Stati Uniti sull’Afghanistan

Pubblicato il 17 settembre 2019 alle 16:09 in Afghanistan Cina USA e Canada

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La Cina e gli Stati Uniti si sono scontrati sull’approvazione di una risoluzione delle Nazioni Unite per estendere la missione in Afghanistan. Pechino ha sottolineato che porrà il veto perché la risoluzione non fa riferimento al progetto di sviluppo della Belt and Road Initiative. 

Tale voto era stato programmato dal Consiglio di Sicurezza, formato da 15 membri di cui 5 permanenti, per il 16 settembre. Tuttavia, le divergenze tra USA e Cina hanno costretto a posticipare la votazione. La missione in questione è nota come UNAMA, Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan, il cui mandato scade martedì 17 settembre. Per passare in Consiglio di Sicurezza, una risoluzione ha bisogno di 9 voti a favore e nessun veto da parte di Stati Uniti, Cina, Francia, Russia e Gran Bretagna, i membri permanenti.

Prima del rinvio, i diplomatici di Pechino hanno affermato che la Cina avrebbe posto il veto alla risoluzione, redatta da Germania e Indonesia, poichè questa non includeva alcun riferimento al progetto cinese noto come Belt and Road Initiative, in italiano conosciuta come Nuova Via della Seta. La missione cinese presso le Nazioni Unite non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento. La Cina ha quindi pensato di proporre un voto su un breve progetto di risoluzione, noto come ribaltamento tecnico, per consentire alla missione di continuare a funzionare. I diplomatici cinesi hanno però aggiunto che il progetto potrebbe non riuscire a ottenere i 9 voti necessari, perché diversi membri del Consiglio potrebbero astenersi. 

Parlando da Pechino, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha dichiarato di “non sapere da dove provenissero queste notizie”. La situazione in Afghanistan è in una fase cruciale e la Cina ha sottolineato di aver sostenuto l’UNAMA per la ricostruzione nel Paese. La Cina sperava che i membri del Consiglio di Sicurezza “salvaguardassero congiuntamente l’importante consenso raggiunto in passato, rispettassero le reciproche preoccupazioni, continuassero a condurre una cooperazione costruttiva sulla questione afghana, salvaguardando l’unità del Consiglio di Sicurezza”. La missione delle Nazioni Unite, istituita nel 2002, sta supportando l’Afghanistan nella preparazione delle elezioni presidenziali, previste per il 28 settembre, e sta sostenendo l’istituzione di colloqui di pace tra il governo afgano e i talebani.

L’ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Zhang Jun, non ha menzionato in modo specifico i negoziati sulla risoluzione dell’UNAMA, ma ha affermato che la Cina sta lavorando con l’Afghanistan per far avanzare “la costruzione della Belt and Road per sostenere attivamente la ricostruzione afgana e il suo reinserimento nello sviluppo economico regionale”. Intanto, il Paese è sconvolto dalla violenze. Almeno 48 persone sono rimaste uccise e più di 40 ferite quando un attentatore su una motocicletta ha preso di mira una manifestazione elettorale del presidente, Ashraf Ghani. Il presidente era presente al momento dell’esplosione ma non è stato coinvolto nell’esplosione, è illeso e si trova al sicuro, secondo quanto riferito dal portavoce della sua campagna elettorale, Hamed Aziz.

A tali violenze si aggiunge che un soldato statunitense è stato ucciso mentre si trovava in servizio, lunedì 16 settembre, secondo quanto riferito dalla missione NATO in Afghanistan. La notizia arriva poco dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato i colloqui con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione degli incontri, il 9 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un altro soldato americano, sono state uccise.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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