Terrorismo: tre cittadini danesi sospettati di fornire droni all’ISIS

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 16:16 in Danimarca Siria

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Tre cittadini della Danimarca sono stati accusati di essere terroristi e di avere acquistato componenti per fabbricare droni su commissione dello Stato Islamico.

È quanto reso noto dal Copenhagen Post lunedì 16 settembre, data di inizio del processo che vede pendente sui tre cittadini danesi, con lo pseudonimo di Taxachaufføren, in italiano “il tassista”, Cykelhandleren, ovvero “il corriere in bicicletta”, e Underviseren, “l’insegnante”, l’accusa di associazione terroristica, la cui condanna per il diritto danese implica l’ergastolo.

Secondo quanto ricostruito, i tre cittadini, tutti trentenni, avevano speso 400.000 corone danesi, ovvero circa 53.570 euro, in attrezzatura d’avanguardia per droni su commissione dell’ISIS. Al momento dell’arresto, inoltre, i 3 erano in procinto di acquistare ulteriori 500.000 corone danesi, pari a 66.960 euro, di attrezzatura. Secondo i magistrati, a fornire il denaro, in totale superiore a 120.000 euro, è stato lo Stato Islamico, sebbene ancora non sia stata fornita evidenza a conferma delle accuse.

L’accusa sostiene altresì che Taxachaufføren, Cykelhandleren e Underviseren siano stati reclutati da Abdulkadir Cesur, cittadino turco cresciuto in Danimarca, dalla quale è attualmente ricercato. Nello specifico, i magistrati sostengono che Cesur, il quale è ritenuto essere in Turchia, abbia lanciato l’operazione di reperimento dei droni in Danimarca con Basil Hassan, terrorista sul quale pende un mandato di cattura internazionale a seguito del tentato omicidio di Lars Hedegaard, storico danese critico nei confronti dell’Islam, nel 2013.

Dei 3 cittadini danesi imputati, inoltre, 2 sono ritenuti coinvolti in un attentato contro una base militare in Siria avvenuto nell’agosto 2014 che aveva causato la morte di 27 soldati. Qualora tale accusa fosse confermata, sarebbe la prima volta che un cittadino danese viene coinvolto in un simile episodio all’estero.

La Danimarca è membro della NATO dal 1949 e dell’Unione Europea dal 1973. Il Paese è particolarmente impegnato nella lotta al terrorismo e nel contrasto interno ed esterno all’estremismo violento. In tali ambiti, le autorità di Copenaghen collaborano a stretto contatto con gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e l’Unione Europea.

Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Danimarca ha registrato un indice poco superiore lo 0, rientrando tra gli Stati minimamente colpiti dal terrorismo. Tuttavia, il Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano rende noto che secondo il servizio di intelligence del Paese, in danese Politiets Efterretningstjeneste (PET), almeno 145 foreign fighters sono partiti dalla Danimarca per recarsi in Siria e in Iraq dall’estate 2012. Dei 145 terroristi, alcuni sono rientrati in patria e, ad avviso del PET, oltre ad essere stati addestrati, divenendo quindi capaci di compiere attacchi, potrebbero favorire la radicalizzazione di altri individui.

Per scongiurare un simile pericolo, le agenzie di sicurezza danesi collaborano per contrastare qualsiasi attività di reclutamento da parte dello Stato Islamico. Nell’ambito della cooperazione internazionale e regionale, la Danimarca è un membro della coalizione internazionale a guida americana che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq, contribuendo attraverso l’invio di veicoli da guerra, membri del personale presso i quartier generali della Coalizione in Medio Oriente e attività di addestramento militare.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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