Siria: il regime continua a bombardare Idlib

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 17:25 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano hanno nuovamente bombardato, all’alba di lunedì 16 settembre, l’area rurale meridionale di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria.

L’attacco, condotto con missili e artiglieria pesante, è stato effettuato a poche ore di distanza dall’incontro tripartito di Astana, volto a discutere della situazione in Siria, e che vede protagonisti Turchia, Iran e Russia. Secondo fonti locali, le forze del regime hanno continuato a bombardare diversi villaggi e città nel governatorato di Idlib, tra cui Maarat Harma, Jbala, Hesh e Kafr Nabl. Inoltre, sempre a detta delle fonti, i bombardamenti hanno causato ingenti danni materiali a proprietà pubbliche e private, oltre che ad appezzamenti agricoli.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, venerdì 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra.

Tuttavia, già a partire dal 10 settembre, tale tregua è stata violata. Uno degli ultimi attacchi è del 12 settembre, quando derei da guerra russi hanno lanciato per la seconda volta attacchi missilistici nella zona di Jisr al-Shughur, situata nell’area rurale occidentale di Idlib.

Non da ultimo, nella giornata del 15 settembre, oltre ad attacchi delle forze del regime nell’area meridionale di Idlib, un’automobile carica di esplosivo è esplosa nei pressi di un ospedale in un villaggio siriano al confine con la Turchia, al-Rai, uccidendo 10 persone e ferendone altre 15. Secondo fonti della difesa civile siriana, presente a Idlib, vi sono state diverse vittime, tra cui una donna morta a Kansafra e 4 civili, tra cui 2 bambini, uccisi da un proiettile di mortaio a Baluon, nel Sud di Idlib. In particolare, secondo la medesima fonte, sono stati 14 i villaggi e le municipalità colpite nel Sud e nell’Est del governatorato, con 229 razzi e 13 missili altamente esplosivi.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno accusato la coalizione internazionale a guida statunitense, la Russia, il regime siriano e le milizie curde di aver commesso abusi che potrebbero essere considerati crimini di guerra. Tali accuse sono state rivolte dopo l’avvio dei nuovi attacchi ed operazioni nell’area rurale di Idlib. Il rapporto ha affermato che il conflitto in Siria, oramai al suo non anno, è caratterizzato da un grado di violenza sempre più crescente, a danno soprattutto dei civili. Le aree che continuano ad assistere ad una drammatica escalation sono soprattutto Idlib, Hama, Latakia e l’Ovest di Aleppo, dove sono state altresì distrutte le infrastrutture necessarie alla sopravvivenza della popolazione civile.

Secondo dati pubblicati dall’organizzazione per il Coordinamento della risposta umanitaria, sono 1.371 i civili morti a causa dei diversi attacchi, tra cui 371 bambini, a cui si aggiunge la distruzione di infrastrutture e quartieri residenziali. Si stima che le perdite subite siano pari a 3.2 miliardi di dollari, nel periodo che va dal 2 febbraio alla fine di agosto 2019. Inoltre, nello stesso periodo, più di 966.140 civili sono stati sfollati. Tra questi, 13.671 civili sono tornati in alcuni villaggi e città nelle campagne di Idlib, approfittando dei brevi periodi di relativa calma.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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