S-400: La Russia completa seconda consegna alla Turchia

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 8:52 in Russia Turchia

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La Russia ha completato la seconda fase della consegna delle componenti del sistema missilistico di difesa aerea S-400 alla Turchia, secondo quanto hanno comunicato domenica il ministero della Difesa turco e il ministero della Difesa della Federazione russa.

La prima fase della fornitura dei componenti del sistema missilistico S-400 alla Turchia era stata completata alla fine di luglio. Le consegne avevano richiesto un totale di 30 voli speciali dalle basi militari russe alla base di Murted, nel nord-ovest della Turchia, a 35 Km da Ankara.

“Le consegne delle componenti della seconda batteria dei sistemi missilistici di difesa aerea S-400 alla base aerea di Murted, iniziate il 27 agosto, sono state completate oggi” – si afferma in una nota diffusa da Ankara domenica 15 settembre.

Secondo il ministero della difesa turco, l’addestramento del personale e l’installazione dei sistemi, in cooperazione con la difesa russa, sono attualmente in corso. Si prevede che i sistemi diventino operativi entro aprile 2020.

La Russia aveva completato la prima spedizione dei suoi sistemi di difesa aerea S-400 in Turchia in estate, nonostante le pressioni statunitensi su Ankara per recedere dal contratto con Mosca. Washington aveva offerto ad Ankara i missili Patriot, un sistema che, inizialmente, gli stessi USA si erano rifiutati di vendere alla Turchia, in alternativa all’S-400. Il rifiuto dell’Amministrazione Trump di vendere i patriot ad Ankara era all’origine dei contatti tra Erdogan e Putin per l’acquisto degli S-400. La decisione di Washington aveva provocato la reazione di Erdogan, che si è rivolto a Mosca. In pochi mesi la Turchia è diventata uno dei principali acquirenti dell’industria bellica russa. A luglio il governo turco ha rifiutato l’offerta dei patriot e ha optato per gli S-400, per le “migliori condizioni dell’accordo offerto dalla Russia”.

Washington ha annunciato che avrebbe varato sanzioni contro Ankara per l’acquisto degli S-400. Ciononostante, il presidente turco Racep Tayyip Ersogan ha recentemente affermato che sarebbe “irrazionale” imporre delle sanzioni contro la Turchia, aggiungendo che nonostante l’acquisto dell’S-400, la Turchia sarebbe disposta ad acquistare “un certo numero” di Patriot dagli Stati Uniti. Inoltre, ricorda Erdogan, la Turchia ha il secondo esercito della NATO.

A dicembre del 2017, Mosca e Ankara hanno firmato un accordo per la consegna di quattro batterie S-400 russe per un valore di 2,5 miliardi di dollari. Il contratto è stato fortemente criticato dagli Stati Uniti e dalla NATO, che hanno manifestato preoccupazioni per l’incompatibilità dell’S-400 con i sistemi dell’alleanza atlantica. Per dissipare le preoccupazioni di Washington, Ankara si è offerta di costituire un gruppo di lavoro congiunto. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno respinto l’idea della Turchia e minacciato sanzioni.

La decisione della Turchia di acquistare gli S-400 ha spinto gli Stati Uniti a sospendere la partecipazione di Ankara al programma F-35 in una mossa fortemente criticata dal governo turco, che ha sottolineato che gli Stati Uniti non avevano alcun motivo legale per farlo. Lo scorso 27 agosto, inaugurando a Mosca il salone dell’aeronautica russa MAKS-2019 assieme a Putin, Erdogan ha lasciato intendere che la Turchia potrebbe sostituire gli F-35 statunitensi con i caccia Su-57 russi, il cui prototipo è stato mostrato al presidente turco nell’occasione.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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