Libia: colpiti l’aeroporto di Mitiga e Sirte, la battaglia è destinata a peggiorare

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 9:03 in Africa Libia

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L’aeroporto internazionale di Mitiga, situato ad Est della capitale libica Tripoli, è stato interessato, nella tarda serata del 15 settembre, da un attacco aereo.

Tale aeroporto è un’ex base militare, utilizzata successivamente per scopi civili. È situato nell’area controllata dal governo tripolino, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Tuttavia, negli ultimi mesi, è stato preso di mira più volte, divenendo terreno di scontri tra le forze di Tripoli e l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar. Ciò ha causato più volte l’interruzione dei voli da e verso l’aeroporto, e al momento dell’attacco risultava inattivo sin dal 1° settembre scorso.

Nella giornata del 16 settembre, si è aggiunta un ulteriore offensiva contro la città di Sirte, dove tre attacchi aerei hanno provocato la morte di un uomo ed il ferimento di altre 11 persone che si trovavano in diverse postazioni delle forze di sicurezza della città. 

L’ultimo attacco all’aeroporto di Mitiga risale alla notte tra il 31 agosto ed il 1° settembre. La Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) aveva reso noto che 4 proiettili avevano colpito aree dell’aeroporto riservate all’uso dei civili, causando danni a un aereo che trasportava decine di pellegrini e ferendo due membri dell’equipaggio di cabina.

In tale quadro, il portavoce dell’LNA, Ahmed Al-Mismari, ha affermato, il 16 settembre, che le proprie forze hanno colpito, nello specifico, una base utilizzata per lanciare droni, situata all’interno del Collegio dell’Aeronautica di Mitiga, aggiungendo che la battaglia continuerà e aumenterà di intensità nei prossimi giorni.  Al-Mismari ha altresì confermato l’abbattimento di tre droni turchi, di venerdì 13 settembre, e i diversi attacchi condotti successivamente nelle vicinanze di Sirte, Abu Nujaym e Misurata, con l’obiettivo di distruggere le basi da cui tali droni erano stati lanciati.

A detta di Al-Mismari, la battaglia in Libia assiste ormai ad un chiaro intervento da parte della Turchia e del Qatar che, secondo il portavoce, sostengono i terroristi, fornendo loro aiuti militari e finanziari. Pertanto, le forze del comando generale sono vigili e pronte ad agire, avvicinandosi sempre di più alla capitale. Secondo quanto riferito, la battaglia sta volgendo verso una “fase decisiva” e presto vi saranno “buone notizie”.  Inoltre, Al-Mismari ha affermato: “La battaglia di Tripoli rappresenta un’operazione rilevante per il successo di qualsiasi processo politico in Libia”.

L’Esercito Nazionale Libico ha ripetutamente accusato la Turchia di guidare le battaglie nella regione occidentale della Libia, a favore delle milizie armate e dei gruppi terroristici sostenuti dal governo di Tripoli, fornendo armi, attrezzature militari e droni, nonostante il divieto del Consiglio di sicurezza dell’Onu di fornire armi alla Libia.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. Ankara ha fornito droni e veicoli alle forze alleate ad Al-Serraj per respingere la campagna di Haftar, lanciata dal generale contro Tripoli, il 4 aprile scorso, e ancora in corso.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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