Le Isole Solomone tagliano i rapporti con Taiwan, che denuncia la “diplomazia del dollaro” cinese

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 16:50 in Cina Taiwan

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Il governo delle Isole Salomone ha chiuso i rapporti diplomatici con Taiwan. Tale decisione è stata criticata da Taipei come parte della cosiddetta “diplomazia del dollaro” cinese contro il territorio autonomo. 

Taiwan ha ora relazioni formali con solo 16 Paesi in tutto il mondo, ma la Cina continua a rivendicare la sovranità dell’isola, che secondo Pechino non ha alcun diritto a intrattenere rapporti diplomatici con qualsiasi altro Stato. A seguito dell’annuncio di tale decisione, il ministro degli Esteri di Taiwan, Joseph Wu, ha dichiarato ai giornalisti, lunedì 16 settembre, che avrebbe immediatamente chiuso l’ambasciata nelle Isole Salomone e rimpatriato tutto il personale diplomatico. Wu ha poi sottolineato che la Cina punta a intromettersi nelle elezioni presidenziali e legislative di Taiwan, previste a gennaio, tramite quella che è conosciuta come la “diplomazia del dollaro”. 

“Il governo cinese ha attaccato Taiwan di proposito prima delle elezioni presidenziali e legislative, ovviamente con l’obiettivo di interferire nel voto. Il governo condanna fermamente ciò ed esorta le persone a difendere la propria sovranità e i valori della libertà e della democrazia”, ha affermato Wu. “Taiwan non si è mai piegata alla pressione di un singolo problema, e non sarà sconfitta da questo colpo”, ha aggiunto il ministro, ribadendo la necessità del sostegno degli alleati regionali nella battaglia contro l’ingerenza di Pechino. Il ministero degli Esteri cinese non ha ancora risposto alla richiesta di commento su tali eventi.

L’espressione “diplomazia del dollaro” è stata coniata durante il mandato di William Howard Taft, presidente degli Stati Uniti dal 1909 al 1913, e si riferisce ad un approccio di politica estera basato sulla promozione degli interessi statunitensi in Asia orientale e in America Latina, grazie allo sfruttamento della propria forza economica. Il termine è utilizzato dai latino-americani in senso negativo e esprime l’avversione per il ruolo svolto dal governo USA nella politica interna dei Paesi. La “diplomazia del dollaro” si basa sulla concessione di prestiti a Paesi finanziariamente deboli, in modo da renderli dipendenti dal sostengo degli Stati Uniti. Coniata da Taft, è stata pienamente implementata, per la prima volta, dal presidente Theodore Roosevelt in Repubblica Dominicana. In tale contesto, l’espressione viene utilizzata per sottolineare il medesimo rapporto di forza tra Pechino e alcuni Paesi asiatici.

La decisione delle Isole Salomone è arrivata dopo una serie di incontri del governo locale con i rappresentati cinesi, che hanno offerto 8,5 milioni di dollari all’arcipelago in fondi per lo sviluppo. Anche l’ufficio del primo ministro delle isole non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento. Si tratta del sesto Paese che recide i legami diplomatici con Taiwan, da quando la presidentessa Tsai Ing-wen è stata eletta, il 20 maggio 2016. Burkina Faso, Repubblica Dominicana, Sao Tome e Principe, Panama ed El Salvador hanno tutti preso decisioni simili negli ultimi 3 anni. Tsai sta affrontando una dura battaglia per le nuove elezioni, previste per gennaio 2020, a causa delle numerose critiche per la sua gestione del rapporto con Pechino. La Cina, da parte sua, è particolarmente avversa all’eccessiva autonomia raggiunta da Taiwan. 

A peggiorare la situazione, si aggiunge il fatto che Taiwan ha acquistato 66 caccia F-16 dagli Stati Uniti e tale mossa rischia di creare ulteriori tensioni con Pechino. Gli F-16C / D Block 70 sono stati venduti tramite un accordo da 8 miliardi di dollari, secondo quanto ha annunciato il Dipartimento di Stato USA, martedì 20 agosto. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato il via libera alla vendita dopo che il Congresso è stato informato dell’accordo. “Le nostre azioni sono coerenti con la politica statunitense del passato. Stiamo semplicemente seguendo gli impegni che abbiamo preso con tutte le parti”, ha affermato Pompeo. L’accordo comprende anche la vendita di 75 motori General Electric Co. 

I rapporti tra Taiwan e gli Stati Uniti sono regolati dal Taiwan Relations Act, che definisce le relazioni bilaterali, non ufficiali, tra Washington e Taipei. Il documento, emanato nel 1979, mirava a creare un quadro giuridico di riferimento per rassicurare il popolo taiwanese sulla volontà degli Stati Uniti di garantire il mantenimento della pace, della sicurezza e della stabilità nel Pacifico Occidentale e di continuare relazioni non formali con l’isola. Il punto maggiormente controverso del Taiwan Relations Act è quello che riguarda la dimensione politica e in materia di difesa, in base al quale gli Stati Uniti forniscono all’isola di Taiwan ingenti quantitativi di armi e supporto alla formazione e all’addestramento delle forze armate dell’isola, in base alle necessità di quest’ultima. Stando alle dichiarazioni del Pentagono, dal 2010 al 2019, Washington ha venduto a Taipei più di 15 miliardi di dollari in armi.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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