Kim Jong-Un ha inviato una lettera a Donald Trump

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 17:26 in Corea del Nord USA e Canada

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Il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in cui lo ha invitato a visitare Pyongyang. 

La notizia è stata riferita dai media sud-coreani, citati dall’agenzia di stampa internazionale Reuters. Kim ha inviato tale missiva durante la terza settimana di agosto e ha svelato in tale documento la sua “disponibilità” per un terzo vertice. Nelle lettera ha anche invitato Trump a visitare la capitale nordcoreana, Pyongyang. Già il 9 agosto il presidente USA aveva dichiarato di aver ricevuto una “bellissima lettera” dal leader nordcoreano. Tuttavia, i funzionari statunitensi non hanno mai fatto riferimento alla seconda missiva di agosto. 

La Casa Bianca, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e la missione nordcoreana presso le Nazioni Unite non hanno immediatamente risposto alle richieste di commento su tali scambi di informazioni tra i due leader. Il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Kang Kyung-wha, ha chiesto chiarezza sulle missive inviate da Kim agli Stati Uniti e ha aggiunto che ci sono “spiegazioni dettagliate su tale lettera”, ma si è poi rifiutato si elaborare il significato di tale affermazione. Un funzionario nordcoreano per gli Affari con gli Stati Uniti, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato che Pyongyang spera in un “buon incontro” con funzionari statunitensi e ha aggiunto che questo si svolgerà “tra poche settimane”. “La discussione sulla denuclearizzazione può essere possibile quando minacce e ostacoli che mettono in pericolo la sicurezza del nostro sistema e ostacolano il nostro sviluppo sono chiaramente rimossi”, ha aggiunto il funzionario in una nota rilasciata dall’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, KCNA.

La Corea del Nord ha dichiarato, lunedì 9 settembre, di voler riavviare i colloqui con gli Stati Uniti entro la fine di settembre, ma ha avvertito che i rapporti tra le parti potrebbero concludersi definitivamente, a meno che Washington non adotti un nuovo approccio. Tuttavia, poche ore dopo, Pyongyang ha effettuato il lancio di una serie di missili a corto raggio. Il 12 settembre, parlando a Pechino, il massimo diplomatico del governo cinese, il consigliere di Stato, Wang Yi, ha affermato che la Cina ha accolto con favore i recenti “segnali positivi” della Corea del Nord sulla ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti. “Saremo lieti di vedere la Corea del Nord e gli Stati Uniti riprendere i colloqui entro la fine del mese”, ha dichiarato Wang in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri malese. 

Il primo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è verificato il 12 giugno 2018 a Singapore. L’incontro si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, a Hanoi, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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