Israele: l’alleanza di destra svela dettagli dell’accordo del secolo

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 16:12 in Israele Palestina

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Un membro della Knesset, Ayelet Shaked, altresì leader del partito “Nuova Destra” ha rivelato, il 15 settembre, una possibile mappa del presidente degli USA, Donald Trump, relativa al cosiddetto accordo del secolo.

Quest’ultimo è stato sviluppato dal genero di Trump, Jared Kushner, i cui stretti legami con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno accresciuto i sospetti palestinesi. L’obiettivo è quello di risolvere il conflitto israelo-palestinese, e le linee generali del patto sono emerse gradualmente nel corso degli ultimi mesi, ma si prevede che ulteriori dettagli vengano rivelati dopo le prossime elezioni israeliane. Alcune presunte clausole includono il controllo permanente di Israele sulla Valle del Giordano e una presenza militare israeliana a lungo termine nella Cisgiordania occupata.

Tuttavia, in un momento caratterizzato dal culmine della campagna per le prossime elezioni israeliane, previste per il 17 settembre, Sheked ha rivelato alcune informazioni sul piano di Trump. Secondo quanto affermato, il piano prevede la sopravvivenza di insediamenti nella Cisgiordania occupata, che rimarranno sotto l’autorità di Israele. Tuttavia, tali aree saranno circondate da villaggi e città palestinesi che andranno a costituire la pietra miliare del futuro Stato palestinese, proposto dal capo della Casa Bianca.

Secondo le dichiarazioni di Shaked, la mappa presentata dimostra un processo di trasferimento di aree della Cisgiordania occupata all’Autorità palestinese, e ciò, a detta della leader israeliana, significa costituire uno Stato palestinese, nel caso in cui non vi fosse l’alleanza di destra in parlamento pronta a contrastarlo. A tal proposito, Shaked, nel mostrare la mappa relativa all’accordo, ha altresì espresso l’idea secondo cui il proprio partito continuerà a preservare un ruolo rilevante nella Knesset, a destra del premier Netanyahu, e sarà in grado di far sì che questo non ceda a numerose concessioni proposte da Trump.

Secondo la mappa, la maggior parte della Cisgiordania verrebbe trasferita all’Autorità palestinese per stabilire uno Stato palestinese. Ciò contraddice quanto affermato da Netanyahu, il 12 settembre, circa l’annessione della Valle del Giordano ed il Mar Morto settentrionale alla Cisgiordania occupata. La mappa mostrerebbe che l’annessione, per l’amministrazione Trump, riguarderebbe una piccola porzione dei territori menzionati. Pertanto, a detta di Shaked, quanto dichiarato da Netanyahu rappresenta un tentativo per vincere le elezioni e formare un governo di sinistra, oltre a ridurre il ruolo dei propri avversari di destra, contro una rappresentanza della “destra ideologica” e del “sionismo religioso”. Da parte sua, il partito di Netanyahu, Likud, ha messo in discussione la correttezza e validità della mappa mostrata.

In una cornice di fervido clima elettorale a Israele e di fronte alle ultime dichiarazioni del premier israeliano attualmente in carica, il governo palestinese ha, invece, organizzato un incontro nella Valle del Giordano, lunedì 16 settembre. In tale occasione, il primo ministro palestinese, Mohammad Shtayyeh, ha affermato che la Valle del Giordano in Cisgiordania è parte integrante della geografia palestinese, e il discorso di Israele sull’annessione è nullo. Pertanto, l’Autorità Palestinese farà causa a Israele nei tribunali internazionali per lo sfruttamento dei territori palestinesi. È stato poi sottolineato che vi sono 35 insediamenti israeliani nelle valli palestinesi dai confini del 1967 al Mar Morto, abitati da più di novemila coloni, e questo, per il premier palestinese, è illegale.

I palestinesi reclamano la liberazione della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza, territori occupati da Israele nella guerra del 1967, per la costituzione di uno Stato indipendente. Superando le politiche pianificate dai suoi predecessori, l’amministrazione statunitense attuale si è rifiutata di approvare una soluzione che preveda due Stati per risolvere il conflitto tra Israele e palestinesi. Questi ultimi hanno chiuso i loro legami con la Casa Bianca dopo che il presidente statunitense ha dichiarato di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, nel dicembre 2017, e di trasferire la propria ambasciata in questa città.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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