UE, Europol: Paesi e colossi del web uniti nel contrasto al terrorismo

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 13:28 in Europa Nuova Zelanda

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L’Unione Europea, 13 Paesi membri, 4 Stati terzi e numerosi fornitori di servizi online hanno deciso di unire le forze per migliorare le azioni globali in materia di contrasto al terrorismo sul web.

È quanto emerso, lunedì 16 settembre, a seguito dell’esercitazione promossa dall’Unità di riferimento per il web dell’Unione Europea (EU IRU), la quale ha visto la partecipazione delle forze dell’ordine dei 17 Paesi aderenti e dei principali fornitori di servizi online.

Nello specifico, l’esercitazione, che si è tenuta mercoledì 11 settembre presso i quartieri generali dell’Europol, all’Aia, è stata finalizzata a rilasciare informazioni e lavorare allo sviluppo di un meccanismo a guida europea in grado di fornire una risposta coordinata all’abuso massivo di internet da parte di soggetti legati al terrorismo e all’estremismo violento, fenomeno di natura transfrontaliera.

Tale tema ha provocato l’interesse di 13 Paesi dell’UE, ovvero Belgio, Cipro, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Italia, Portogallo, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito, insieme a 4 Stati terzi, quali Australia, Canada, Giordania e Nuova Zelanda. Oltre alle autorità statali, hanno partecipato all’esercitazione anche i principali fornitori di servizi online, quali Facebook, Files.fm, Google, Justpaste.it, YouTube, Microsoft, Telegram e Twitter e due entità sopra-statali. La prima, Tech Against Terrorism, è una iniziativa lanciata e sostenuta dal Direttorato esecutivo delle Nazioni Unite per il contrasto al terrorismo, in inglese United Nations Counter-Terrorism Committee Executive Directorate (UN CTED). La seconda, il Network Europeo per le Comunicazioni Strategiche, in inglese European Strategic Communications Network (ESCN), è una rete guidata dalla Commissione Europea di Paesi membri dell’Unione e finalizzata a collaborare nella condivisione di analisi, buone pratiche e idee programmatiche per l’utilizzo delle comunicazioni strategiche nell’ambito del contrasto e della prevenzione dell’estremismo violento.

L’esercitazione dell’Europol rientra nell’ambito del Forum dell’UE per la rimozione dei contenuti online in materia di terrorismo, lanciato nel dicembre 2015 dalla Commissione Europea e che a seguito dell’attentato terroristico di Christchurch, in Nuova Zelanda, ha deciso di impegnarsi del sostegno all’omonima Call to Action, la quale è finalizzata a eliminare dal web i contenuti di rimando al terrorismo e all’estremismo violento. L’attentato di Christchurch, secondo quanto sostenuto dall’Europol, ha posto in evidenza “la necessità di elaborare una risposta transfrontaliera e coordinata” tra attori statali e fornitori di servizi online, nell’ambito di attentati caratterizzati da componenti significative sul web.

Nello specifico, ha spiegato l’Europol, “Christchurch ha dimostrato come un evento offline in un Paese possa avere un impatto immediato a livello mondiale, dato che l’attentato è stato trasmesso in diretta online ed è stato immediatamente condiviso e visualizzato ad un tasso senza precedenti, sia da parte di sostenitori dell’attentato, sia da media e utenti vari” e ciò ha fatto emergere “i limiti del sistema vigente nel fronteggiare simili minacce”.

In tale contesto, secondo quanto annunciato dall’Europol, l’esercitazione dell’11 settembre, “la prima dal lancio della Christchurch Call to Action, sarà una pietra miliare per l’avvio di una collaborazione più efficace tra tutte le parti coinvolte, al fine di migliorare ulteriormente la lotta contro il terrorismo sul web”.

Il 15 marzo 2019, a Christchurch, in Nuova Zelanda, 51 musulmani sono morti nel doppio attentato contro due moschee della città. L’attacco è stato trasmesso in diretta su Facebook, dove è stato possibile vedere un individuo munito di armi semi-automatiche scagliarsi contro i fedeli che partecipavano alle preghiere del venerdì. Il responsabile, l’australiano Brenton Tarrant, si presenterà in aula per il processo a giugno 2020.

L’Europol è l’agenzia finalizzata alla lotta al crimine nell’Unione Europea. L’ente, con sede all’Aia, nei Paesi Bassi, fornisce supporto dal 2010 ai 28 Paesi membri dell’UE in materia di lotta al terrorismo, al crimine informatico e ad altre forme di criminalità e minacce. L’Europol risponde al Consiglio dei ministri della Giustizia ed Affari Interni, composto dai relativi ministri dei Paesi dell’UE. Tale organo, insieme al Parlamento Europeo, approva il bilancio dell’Agenzia e adotta i regolamenti relativi al lavoro dell’Europol. Il direttore esecutivo dell’Agenzia è Catherine De Bolle, ex commissario generale della polizia federale belga.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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