Cuba contro Twitter: ci censura

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 9:03 in Uncategorized

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Cuba continua ad accusare Twitter di aver imposto una censura preventiva ai media dell’isola. Gli account Twitter dei principali media ufficiali cubani, nonché quelli dell’ex presidente e segretario del Partito Comunista di Cuba, Raúl Castro, e di sua figlia Mariela Castro, sono stati bloccati dal social network durante un discorso ai cittadini del presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri Miguel Díaz-Canel alla televisione di stato lo scorso mercoledì 11 settembre.

“Quando si tenta di accedere agli account del quotidiano Granma, dell’emittente radiofonica Radio Rebelde, del portale internet ufficiale Cubadebate e del programma informativo di analisi politica Mesa Redonda, al quale era stato invitato il leader cubano, gli utenti della rete vengono informati che l’account è stato sospeso” – ha reso noto la stampa dell’isola.

Il ministero degli Esteri dell’isola ha definito queste azioni “un’operazione coordinata per limitare le dichiarazioni della rivoluzione in difesa della verità” e una “censura” nei confronti di Cuba per evitare che le denunce dell’embargo raggiungessero “tutto il mondo”. 

L’Unione dei giornalisti di Cuba (UPEC) ha fermamente condannato questo “atto di censura di massa” che “calpesta palesemente i diritti dei mezzi di comunicazione” e “tenta di mettere la museruola a un evento informativo di prim’ordine”. “Chiediamo che gli account bloccati che in nessun caso hanno violato le politiche di Twitter vengano ripristinati immediatamente” – afferma una nota della UPEC.

Gli account sono stati ripristinati in serata di giovedì 12 settembre, ma con alcune anomalie. L’account del quotidiano ufficiale Granma aveva al ripristino appena 18 mila follower, contro i 166 mila che aveva prima dello stop. I follower sono stati poi aggiunti “lentamente” senza che il social network fornisse alcuna spiegazione. Nel fine settimana gli account di tutti i media che erano stati sospesi sono stati correttamente ripristinati, con tutti i follower che avevano prima dello stop.

Mercoledì 11 settembre Díaz-Canel ha annunciato misure di risparmio di carburante a causa delle interruzioni alle forniture, che, ha detto, sono dovute a sanzioni da parte delle autorità statunitensi contro il paese caraibico e contro il Venezuela, principale fornitore di petrolio di Cuba. Il presidente dell’isola ha osservato che questa situazione potrebbe ripetersi in futuro e che è il risultato dell’intensificarsi delle azioni aggressive di Washington contro Cuba, Venezuela e Nicaragua.

Nel suo discorso, Díaz-Canel ha presentato le misure che il suo governo ha adottato in merito al rafforzamento dell’embargo da parte degli Stati Uniti, varato lo scorso 2 maggio da Donald Trump. Le nuove misure hanno avuto ripercussioni sulla nazione caraibica in settori quali la produzione di energia, la distribuzione di prodotti e alcuni servizi pubblici, oltre al turismo e al commercio internazionale.

La scorsa settimana, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha introdotto modifiche al regolamento sul controllo delle attività di Cuba che limitano l’invio di rimesse e transazioni bancarie al fine di limitare l’accesso alla valuta estera da parte della maggiore delle Antille.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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