Algeria: si voterà il 12 dicembre

Pubblicato il 16 settembre 2019 alle 14:48 in Africa Algeria

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Il presidente algerino ad interim, Abdelkader Bensalah, ha definito la data delle prossime elezioni presidenziali, indette per il 12 dicembre.

L’annuncio è stato oggetto di un discorso trasmesso dalla televisione di Stato domenica 15 settembre, secondo i piani previsti. Il presidente ha altresì ribadito che tali elezioni verranno precedute dalla formazione di un’autorità superiore volta ad organizzare e supervisionare tutte le procedure relative alle elezioni. “Invito ufficialmente la commissione elettorale e annuncio ufficialmente la firma del decreto presidenziale relativo alle elezioni” ha affermato Bensalah.

Il presidente ad interim ha altresì affermato che le elezioni rappresenteranno un’opportunità unica e consentiranno di riguadagnare la fiducia del Paese, oltre a costituire una porta per il popolo algerino verso una nuova fase promettente, che sarà segnata da una nuova realtà in cui poter praticare la vera democrazia. Tale decisione, a detta di Bensalah, è il risultato di un dialogo che ha portato a un consenso sulle elezioni e a garanzie per assicurarne la credibilità. “Le condizioni ci impongono elezioni anticipate, l’unica soluzione democratica ed efficace che consentirà al nostro Paese di superare la situazione attuale” sono state le parole di Bensalah, secondo cui votare costituisce non solo una necessità ma anche un requisito fondamentale per intraprendere un percorso verso la ripresa politica ed istituzionale e far fronte alle principali sfide economiche, sociali ed in materia di sicurezza.

A tal proposito, le forze politiche e civili sono state invitate a collaborare intensamente per garantire il successo di quanto stabilito. Per Bensalah, il prossimo presidente lavorerà in piena legittimità ma porterà sulle proprie spalle il destino di un intero Paese, oltre a dover tradurre in fatti le aspirazioni del popolo algerino e a far prevalere l’interesse supremo della nazione, che rappresenta il denominatore comune, nonché il futuro dell’Algeria.

L’annuncio di Bensalah giunge in risposta ad una richiesta del generale dell’esercito a capo delle forze armate al potere, Ahmed Gaid Salah. Quest’ultimo, sottoforma di invito verso il presidente ad interim, aveva fissato il 15 settembre come data per la convocazione della commissione elettorale e aveva più volte insistito ad indire elezioni secondo i termini stabiliti dalla costituzione.

L’entità suprema volta a garantire elezioni sicure, la prima per l’Algeria, è stata eletta nel pomeriggio del 15 settembre. Questa, che ha preso il nome di “Autorità nazionale indipendente per l’organizzazione delle elezioni”, è composta da circa 50 membri, tra giudici, avvocati e attivisti per i diritti umani, e si occuperà della piena supervisione delle imminenti elezioni presidenziali, oltre a esaminare i file dei candidati e annunciare i risultati preliminari dei sondaggi, in precedenza compito dei Ministeri degli Interni, della Giustizia e del Consiglio costituzionale. L’ex ministro della giustizia, Mohammed Sharafi, è il presidente di tale commissione.

L’alleanza “Alternativa Democratica”, che comprende una serie di partiti progressisti, continua ad opporsi alle elezioni e a richiedere dapprima una fase di transizione. Altri hanno poi criticato la costituzione dell’Autorità per l’organizzazione delle elezioni, ritenendola il risultato di decisioni unilaterali e non di un vero dialogo. 

L’Algeria è caratterizzata da mesi da un’atmosfera di mobilitazione politica e protesta. Dopo le prime 6 settimane di proteste, il 2 aprile, il presidente in carica, Abdelaziz Bouteflika, si è dimesso, in seguito a mandati che l’hanno visto per 20 anni al potere. Dal momento delle dimissioni dell’ex capo di Stato, tuttavia, le proteste nel Paese sono aumentate, a causa della presa di potere da parte delle forze armate, capeggiate da Ahmed Gaid Salah, generale dell’esercito ritenuto vicino a Bouteflika.

Le richieste degli algerini includono soprattutto le dimissioni di tutti i simboli e personalità politiche legati all’ex presidente ed il rinnovo dell’élite politica al potere nel Paese. Le ultime manifestazioni, del 6 settembre, sono giunte dopo che l’esercito ha chiesto di accelerare l’organizzazione delle elezioni presidenziali. Ciò è stato causa di scontento popolare, in quanto i movimenti di mobilitazione e di opposizione, tra cui l’alleanza di “Alternativa Democratica”, considerano tale mossa un tentativo di imporre un sistema ed un potere simile al precedente. Si pensa altresì che ciò potrebbe portare nuovamente a fenomeni di favoritismo in campo politico, vista l’assenza di garanzie convincenti, e all’ascesa di personalità legate ancora all’entourage di Bouteflika.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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