Stati Uniti: Trump rivaluta l’iniziativa francese per alleggerire l’Iran dalle sanzioni

Pubblicato il 15 settembre 2019 alle 7:03 in Francia Iran USA e Canada

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Fonti americane rivelano che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe avallare la proposta francese di fornire una linea di credito pari a 15 miliardi di dollari alla controparte iraniana in cambio dell’adempienza di Teheran agli impegni nucleari. Tale decisione segnerebbe un cambio di rotta dell’amministrazione Trump, che inizialmente si era mostrata contraria all’iniziativa.

Il quotidiano The Daily Beast ha riferito, in particolare, che il Segretario di Stato americano Mike Pompeo sta valutando con occhi diversi l’offerta francese. “Diverse fonti hanno riferito che i funzionari stranieri si aspettano che Trump o accetti di collaborare al piano francese o si offra di alleggerire le sanzioni contro Teheran”, ha riportato il sito di notizie online. Trump, in settimana, ha anche fatto intendere che sarebbe stato disposto a incontrare il presidente iraniano Hassan Rouhani. “Vedremo cosa succederà”, aveva detto il leader della Casa Bianca rispondendo alla domanda su un eventuale alleggerimento delle sanzioni iraniane. “Credo che vorrebbero fare un accordo. Se lo fanno, è fantastico. Se non lo fanno, è fantastico comunque”, ha aggiunto Trump, chiarendo che l’Iran sta affrontando gravi difficoltà economiche e che le sanzioni stanno diventando sempre più pesanti.

Sembra che il presidente americano si sia aperto di più verso un futuro compromesso con Teheran, ma il governo iraniano insiste che qualsiasi avvicinamento sarà possibile solo eliminando del tutto le sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Con il credito di 15 miliardi di dollari, la Francia vorrebbe contribuire ad alleviare le conseguenze negative per l’economia iraniana, alleggerendo il peso delle sanzioni statunitensi senza tuttavia comportare il loro completo annullamento. In particolare, ciò permetterebbe a Teheran di ricevere “valuta forte”, in un momento in cui la maggior parte del denaro ricavato dalla vendita di petrolio viene congelato nelle banche di tutto il mondo. Tale cifra rappresenterebbe circa la metà delle entrate che l’Iran normalmente si aspetterebbe di guadagnare dalle esportazioni di petrolio in un anno.

Inizialmente, l’Iran si era detto ottimista nel raggiungere un accordo con l’Europa, in grado di preservare l’economia del Paese. A tal proposito, il portavoce del governo iraniano, Ali Rabie, ha dichiarato che vi è stato un avvicinamento tra Teheran e Parigi, volto a far convergere gli obblighi sia da parte europea sia iraniana.  Tuttavia, nonostante i tentativi di Parigi, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha affermato, martedì 3 settembre, che nei prossimi giorni l’Iran potrebbe comunque ridurre i propri impegni verso l’accordo sul nucleare.

Rouhani ha altresì ribadito il proprio rifiuto nel negoziare con l’amministrazione statunitense, ed ha affermato che i negoziati con la Francia sono in corso ma un accordo finale non è stato ancora raggiunto. Pertanto, a meno che ciò non accada entro giovedì 5 settembre, “l’Iran attuerà la terza fase di riduzione dei suoi impegni nucleari”.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

L’8 maggio 2018, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare ed ha imposto nuovamente sanzioni contro Teheran. Tale mossa ha avuto come conseguenza un inasprimento delle tensioni tra i due Paesi, anche a causa degli eventuali danni all’economia iraniana. Il capo della Casa Bianca, da parte sua, sta ancora esercitando forti pressioni, con l’obiettivo di costringere la controparte a sedersi al tavolo di negoziati che includano il programma iraniano di missili balistici e il ruolo di Teheran in Medio Oriente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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