Libia: 98 migranti evacuati in Italia dall’UNHCR

Pubblicato il 15 settembre 2019 alle 6:31 in Immigrazione Italia Libia

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L’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) ha evacuato in Italia dalla Libia 98 richiedenti asilo, trasferiti nell’ambito di un nuovo corridoio umanitario diretto verso il nostro Paese. L’agenzia delle Nazioni Unite ha spiegato che “con il conflitto che continua a infuriare in Libia, le operazioni di evacuazione rappresentano un’ancora di salvezza per i rifugiati più vulnerabili che si trovano nei centri di detenzione e in contesti urbani e che hanno un disperato bisogno di sicurezza e protezione”. Prima di raggiungere l’Italia, i rifugiati sono stati trasferiti nel Centro di Raccolta e Partenza di Tripoli per ricevere le cure necessarie.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansamed, i rifugiati provengono da Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan e 52 dei 98 africani sono minori non accompagnati. Il rifugiato più piccolo ha 7 mesi ed è nato in un centro di detenzione. Molte delle persone evacuate hanno vissuto all’interno dei centri libici per diversi mesi, prima di essere trasferiti.

Quest’ultima operazione umanitaria porta a 1.474 il numero di rifugiati assistiti dall’UNHCR nell’arco del 2019. Dai centri di detenzione libici, 710 sono stati trasferiti in Niger, 393 in Italia e 371 sono stati distribuiti in altre parti d’Europa e in Canada. “Oggi abbiamo trasferito al sicuro 98 persone, ma sono ancora poche rispetto alle migliaia che hanno bisogno di aiuto. Nei centri di detenzione ci sono ancora oltre 3.600 rifugiati”, ha commentato Jean Paul Cavalieri, capo della Missione per la Libia dell’UNHCR. “Dobbiamo urgentemente trovare una soluzione per loro, come per le migliaia di rifugiati che vivono in contesti urbani vulnerabili”, ha aggiunto. L’agenzia dell’ONU lavora con il supporto dell’organizzazione LibAid e con il Ministero dell’Interno libico, che garantiscono il rilascio dei rifugiati e il loro trasferimento fuori dai centri di detenzione. “L’evacuazione di oggi è un esempio di solidarietà e per questo ringraziamo il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno e la Polizia di frontiera per averlo reso possibile. Ci auguriamo che altri Paesi seguano questo esempio e realizzino simili operazioni umanitarie salva-vita”, ha dichiarato il rappresentante regionale per il Sud Europa dell’UNHCR, Roland Schilling.

Il primo ministro italiano Giuseppe Conte aveva detto il 9 settembre, con un intervento in Parlamento, che “in materia di immigrazione non possiamo più prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione europea. Questa solidarietà finora è stata annunciata, ma non ancora realizzata”. “Ho rappresentato con convinzione questa nostra visione ai principali leader europei e continuerò a farlo nel Governo che sta nascendo, nei rapporti con i Paesi partner e i nuovi vertici europei, da subito con iniziative concrete che devono farci uscire, tra l’altro, da gestioni emergenziali”, ha aggiunto Conte. “Su questo le nostre strutture sono già al lavoro. Ma anche con azioni lucide e coerenti con il nostro approccio, come ad esempio l’istituzione di corridoi umanitari europei”, ha dichiarato il premier.

Già nel 2017, sotto la guida dell’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, l’Italia aveva aperto due corridoi umanitari con l’Etiopia e la Libia. Il primo era stato inaugurato il 12 gennaio 2017, con l’obiettivo di favorire l’arrivo degli stranieri bisognosi di protezione internazionale in territorio italiano in modo legale e in condizioni di sicurezza. Il 27 febbraio 2017, un gruppo di 113 migranti di origini eritree, somale e sud sudanesi è giunto all’aeroporto di Fiumicino, mentre il 30 novembre successivo sono arrivati altri 500 profughi partiti dall’Etiopia.

Il secondo corridoio umanitario, con la Libia, è stato invece aperto tra il 22 e il 23 dicembre 2017, in cooperazione tra i Ministeri dell’Interno e degli Esteri, alla Conferenza episcopale italiana (Cei) tramite la Caritas e l’Alto Commissariato per i rifugiati. In quei giorni sono giunti 162 migranti, mentre il 14 febbraio 2018 è giunto il secondo gruppo di rifugiati e richiedenti asilo, formato da 150 stranieri, di cui 73 uomini, 59 donne e 18 minorenni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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