Attacchi a impianti petroliferi sauditi: la risposta dell’Iran

Pubblicato il 15 settembre 2019 alle 11:11 in Iran USA e Canada

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A seguito delle accuse americane all’Iran, giudicate “inutili e senza senso” dal Ministero degli Esteri di Teheran, un comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica ha ammonito Washington che le postazioni militari USA nella regione mediorientale sono nel range dei missili iraniani, scatenando nuove tensioni.

Nella giornata di domenica 15 settembre, Teheran non ha tardato a rispondere alle accuse rivoltegli dagli Stati Uniti a seguito dei raid aerei condotti via droni contro 2 impianti petroliferi sauditi nella giornata precedente e poi rivendicati dai ribelli Houthi.

“Chiunque dovrebbero tenere a mente che tutte le basi americane e i loro portaerei fino a una distanza di 2.000 chilometri dall’Iran sono nel range dei nostri missili”, ha annunciato il capo delle Forze Aeree del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniano, Amirali Hajizadeh. L’uomo ha poi aggiunto che l’Iran è sempre stato pronto per una “guerra vera e propria”.

Nella medesima giornata, Abbas Mousavi, il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, ha commentato le frasi scritte dal Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, affermando: “Simili inutili accuse sono senza senso, incomprensibili e insignificanti”.

Il giorno prima, nonostante le rivendicazioni dei ribelli yemeniti Houthi, Pompeo aveva incolpato esclusivamente l’Iran dei due attacchi aerei all’Arabia Saudita, scrivendo su Twitter che non ci sono prove relative al fatto che i raid con i droni siano giunti dallo Yemen, e che, nonostante tutte le esortazioni e gli appelli alla de-escalation, l’Iran ha comunque lanciato un attacco senza precedenti contro il rifornimento energetico mondiale.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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