Libia: 3 soldati delle forze orientali uccisi in raid vicino Tripoli

Pubblicato il 14 settembre 2019 alle 10:50 in Africa Libia

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3 membri dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), tra cui due comandanti, sono stati uccisi, venerdì 13 settembre, in un raid con droni condotto dal Governo di Accordo Nazionale (GNA), riconosciuto a livello internazionale, contro la città di Tarhuna.

La notizia è stata divulgata dall’ufficio stampa del Governo di Accordo Nazionale, il quale ha sede a Tripoli, è guidato dal primo ministro Fayez Seraj e gode del sostegno delle Nazioni Unite. “Il raid ha colpito un veicolo di controllo a Tarhuna”, ha confermato l’organo mediatico militare, aggiungendo che due comandanti della nona brigata dell’Esercito Nazionale Libico e il loro assistente sono stati uccisi nell’attacco, condotto con un drone.

Tarhuna, situata 97,6 km a sud-est della capitale libica, Tripoli, è un importante snodo e centro nevralgico controllato dalle forze dell’LNA, guidate dal generale Khalifa Haftar, l’uomo forte del governo di Tobruk.

Haftar, il 4 aprile, dopo aver conquistato il Sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’LNA.

La situazione di grave instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Gli schieramenti che si oppongono sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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