Yemen: gli Houthi riprendono l’offensiva a Hodeidah

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 15:01 in Medio Oriente Yemen

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Diverse aree della città di Hodeidah, situata nell’Ovest dello Yemen, hanno assistito, a partire dalla sera del 12 settembre, ad un attacco su larga scala ad opera delle milizie dei ribelli sciiti Houthi, che hanno preso di mira le postazioni delle forze yemenite ed i quartieri residenziali, ferendo altresì una donna.

Tale offensiva rappresenta una violazione del cessate il fuoco, avanzato precedentemente dalle Nazioni Unite. Secondo quanto riferito dal centro media dell’esercito yemenita, già dalla sera del 12 settembre, intensi bombardamenti, condotti per mezzo di artiglieria pesante, hanno dapprima preso di mira i quartieri residenziali di Hays, nel Sud di Hodeidah. Una fonte locale ha dichiarato che uno dei missili ha colpito la casa di un civile, causando il ferimento di una donna di 37 anni, immediatamente soccorsa dagli altri cittadini presenti sul posto. È stato poi riferito che si è trattato di un’offensiva “indiscriminata” e “violenta”, ad opera delle milizie sciite.

In tale contesto, fonti militari hanno affermato che gli Houthi hanno altresì colpito il distretto di At Tuhayta, anch’esso situato nel governatorato di Hodeidah. Si è trattato di un pesante attacco, condotto per mezzo di diverse armi, tra cui missili e artiglieria pesante, contro le forze congiunte situate nel Sud e nell’Est del distretto. L’escalation militare ha poi interessato le aree di Al-Faza e Al-Jabaliya, lungo la costa meridionale ed occidentale di Tuhayta.

Dal canto loro, le forze congiunte yemenite hanno affermato di essere state in grado di affrontare l’attacco Houthi a Tuhayta, causando gravi perdite per le milizie opposte, in termini materiali e di vite umane. Al momento, sono in corso operazioni volte a mettere in sicurezza l’area.

I distretti di Hays e At-Tuhayta rappresentano due centri urbani di notevole importanza, nonché punti fondamentali per il passaggio di rifornimenti verso il Sud-Ovest e l’Est di Hodeidah, dove vi è un costante movimento di truppe ma altresì tentativi di attacco e bombardamenti violenti.

Tale ultima escalation giunge dopo che, il 9 settembre scorso, il Comitato delle Nazioni Unite per il coordinamento della ridistribuzione delle truppe a Hodeidah ha deciso di schierare squadre di monitoraggio in quattro punti della città. In particolare, dopo due giorni di riunioni, la commissione ha affermato di aver concordato l’attuazione di un meccanismo di tregua e cessate il fuoco, di cui si era già discusso in una riunione del 14 luglio scorso, quando i rappresentanti del governo yemenita e quelli del movimento Houthi si sono incontrati per la prima volta in 5 mesi, per discutere il ritiro delle forze ribelli da Hodeidah. Il 9 settembre la Commissione ha affermato di aver istituito un centro operativo congiunto presso la sede della missione Onu a Hodeidah, che includerà funzionari di collegamento e coordinamento di entrambe le parti coinvolte nel conflitto e delle Nazioni Unite. Tale centro si adopererà altresì per ridurre l’escalation di tensioni nell’area e per far fronte ai diversi avvenimenti sul campo.

Il dislocamento delle truppe è una parte cruciale dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Svezia l’ultimo giorno dei colloqui di pace, il 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale gli Houthi avevano accettato di ritirarsi da tutti e 3 i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Secondo quanto stabilito nel patto, il dislocamento dei contingenti Houthi sarebbe dovuto avvenire 21 giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il 18 dicembre 2018, ma quella data non è mai stata rispettata.

Hodeidah rappresenta un ingresso di vitale importanza per le importazioni di merci e aiuti umanitari, nonché un’ancora di salvezza per milioni di residenti yemeniti fuggiti da altre aree del Paese, a seguito della guerra civile scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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