Venezuela: continuano le manovre militari al confine con la Colombia

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 6:10 in Colombia Venezuela

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Il presidente Nicolás Maduro ha reso noto che l’esercito venezuelano verrà dotato di oltre 500.000 armi da fuoco per le imminenti esercitazioni al confine con la Colombia.

La settimana scorsa, il leader venezuelano aveva annunciato che delle esercitazioni su vasta scala avrebbero avuto luogo dal 10 al 28 settembre al confine con la Colombia.

Nel pomeriggio di ieri, fonti ufficiali del ministero della Difesa hanno confermato che tra i soldati dell’esercito di Caracas saranno distribuite oltre 500.000 armi da fuoco, come confermato dallo stesso Maduro in un’intervista:

“In questo momento stiamo armando la milizia nazionale. Stiamo attivando tutti i nostri protocolli legali e istituzionali per distribuire oltre 500.000 armi da fuoco tra i nostri soldati“, ha affermato.

Nella giornata di ieri, inoltre, Maduro aveva fatto delle dichiarazioni per stemperare il clima di tensione che si respira tra Caracas e Bogotá dall’inizio delle esercitazioni militari, dichiarando che queste ultime avrebbero uno “scopo puramente difensivo”, ribadendo che il Venezuela non ha intenzione “di minacciare nessuno” e ricordando che “l’esercito venezuelano non ha mai oltrepassato i propri confini minacciando di invadere il territorio di un altro Paese e mai lo farà”.

Nel frattempo, l’Organizzazione degli Stati Americani sta seguendo con attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione venezuelana.

Nel pomeriggio di ieri, il Consiglio dell’Organizzazione interstatale ha approvato una delibera per attivare il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR), al fine di analizzare “l’impatto destabilizzante” provocato dalla crisi in Venezuela e trovare una soluzione per la stessa.

Il TIAR è l’organo panamericano di consulta che si occupa della difesa comune e del mantenimento della pace e della sicurezza nella regione.

Sul tavolo, tra le varie alternative, ci sarebbe anche l’opzione di un intervento militare, sebbene i Paesi coinvolti siano impegnati nel perseguimento di una soluzione pacifica alla crisi venezuelana.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Caracas, che ha definito “inaccettabile” la decisione dell’OSA, aggiungendo che l’organizzazione è soltanto “uno strumento utilizzato per motivi ideologici dagli Stati Uniti”.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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