USA: nuove sanzioni agli alleati di Hezbollah

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 11:32 in Libano USA e Canada

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L’Assistente Segretario di Stato statunitense per gli affari del Vicino Oriente, David Schenker, ha reso noto, giovedì 12 settembre, che gli USA potrebbero imporre sanzioni contro gli alleati di Hezbollah in Libano.

Tale dichiarazione giunge dopo circa due settimane da quando, il 29 agosto scorso, Washington ha imposto sanzioni contro la banca libanese Jammal Trust Bank (JTB), accusata di aver promosso e finanziato le attività del gruppo paramilitare sciita e di aver, pertanto, appoggiato operazioni di matrice terroristica. Come conseguenza, la banca rischia di essere liquidata o venduta, cessando la propria attività.

In un’intervista con la Lebanese Broadcasting Corporation International, un’emittente televisiva libanese, Schenker ha dichiarato che presto gli Stati Uniti annunceranno i nomi di nuove persone ed entità che prestano sostegno ad Hezbollah, indipendentemente dalla propria etnia e religione.  

Nato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale e in seguito evolutosi in un partito politico locale, Hezbollah, che in arabo significa “il Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, considerano un gruppo terroristico. Hezbollah rappresenta un attore chiave nell’arena politica del Libano. Israele considera tale movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali.

In tale quadro, 13 parlamentari e 3 ministri, membri di Hezbollah, fanno parte dell’esecutivo libanese. A questi, si aggiungono un alleato del presidente del Libano, Michel Aoun, e un membro del movimento sciita libanese Amal, presieduto dal premier Nabih Berri.  

Il 15 ottobre 2018, gli Stati Uniti hanno incluso Hezbollah in una lista comprendente 5 gruppi che il Dipartimento di Giustizia americano ha designato come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe. Inoltre, sin da quando l’attuale capo della Casa Bianca, Donald Trump, è salito al potere, le sanzioni contro il partito si sono inasprite. Attraverso l’imposizione di sanzioni, gli USA mirano a intercettare e colpire i sostenitori di Hezbollah, principale nemico del proprio alleato, Israele, ed a smantellare alcuni dei suoi network finanziari più propizi. 

Una delle ultime mosse avanzate contro Hezbollah risale al 9 luglio scorso, quando il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto 2 parlamentari libanesi alla lista nera delle persone sottoposte a sanzioni, per collegamenti con l’organizzazione musulmana sciita.  Si è trattato della prima volta in cui Washington si è indirizzata verso membri del parlamento libanese. I parlamentari in questione sono Amin Sherri e Muhammad Hasan Ra’d e sono stati inseriti nella lista nera del terrorismo, poiché, secondo le autorità statunitensi, Hezbollah impiega agenti all’interno del parlamento libanese per manipolare le istituzioni a sostegno degli interessi finanziari e di sicurezza del gruppo terrorista e per sostenere le attività maligne dell’Iran

Anche con l’ex amministrazione di Barack Obama, ed in particolare nel 2015, diversi conti di sospetti sostenitori di Hezbollah erano stati chiusi, in seguito all’imposizione di sanzioni contro istituti finanziari. I leader libanesi hanno ripetutamente messo in guardia sul fatto che, prendendo di mira le banche, ovvero un pilastro dell’economia locale, gli Stati Uniti destabilizzeranno ulteriormente il Paese, che è già minacciato da una crisi finanziaria incombente.

La scomparsa di JTB arriva otto anni dopo che la Banca Libanese Canadese (LCB) è stata venduta alla terza banca più grande del paese, la Société Générale de Banque au Liban (SGBL). In questo caso, gli Stati Uniti l’avevano accusata di essere coinvolta in operazioni di riciclaggio di denaro e traffico di droga, promosse da Hezbollah. La banca ha sempre negato le accuse. Tuttavia, da un lato, la LCB era l’ottava banca libanese più grande e all’epoca le proprie transazioni erano pari a 500 milioni di dollari. Dall’altro lato, la JTB è una delle banche più piccole del Paese e le sue attività rappresentano meno dello 0,4 % del settore bancario libanese. Tuttavia, questa è specializzata in micro-prestiti in aree remote, ed ha alle spalle lunga storia di programmi di microcredito.

 

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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