Russia: rischio di guerra nucleare è reale

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 6:30 in Russia USA e Canada

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Esiste il rischio di una guerra nucleare nell’attuale situazione internazionale. È quanto ha affermato giovedì 12 settembre il Vice Ministro degli Affari Esteri della Federazione russa Sergej Rjabkov, intervenendo alla presentazione del rapporto “Nuove intese e modi per rafforzare la stabilità strategica multilaterale” nel centro stampa dell’agenzia TASS.

“Esiste il rischio di una guerra nucleare. Dinamiche negative particolarmente evidenti si sono manifestate nell’ultimo anno” – ha affermato il diplomatico. 

Secondo Rjabkov, le azioni dei partner occidentali stanno diventando più emotive e talvolta molto aggressive. “Evitano essenzialmente di discutere questioni urgenti, bloccano il lavoro dei canali di dialogo, continuano a minare l’architettura del controllo degli armamenti, tracciano intenzionalmente una linea francamente distruttiva per raccogliere meccanismi di trattato efficaci nel campo della sicurezza e della stabilità che sono stati sviluppati nel corso di decenni” – ha spiegato Rjabkov.

“Questo è un comportamento estremamente pericoloso e irresponsabile. È un cammino irto, pieno di conseguenze molto negative per la stabilità strategica” – ha affermato il vice di Sergej Lavrov. 

Rjabkov ha aggiunto che l’unica soluzione è che le potenze nucleari confermino l’inammissibilità della guerra nucleare. “È necessario che le potenze nucleari responsabili riaffermino l’inammissibilità della guerra nucleare. Esistono formule classiche. Sono state coniate, anche con la partecipazione del presidente Ronald Reagan, che è l’idolo di molti leader attuali che dettano la linea a Washington” – ha detto Rjabkov.

Il viceministro russo ha affermato che l’approccio della Federazione alla stabilità strategica prevede la conservazione degli strumenti attuali e il rafforzamento dei regimi di controllo degli armamenti:”Per quanto riguarda la sfera militare, stiamo parlando del mantenimento e del rafforzamento dei regimi di controllo degli armamenti, tra cui la limitazione dei potenziali strategici. Stiamo parlando di un livello più elevato di fiducia e prevedibilità, di astenersi da passi politico-militari che potrebbero essere percepite dagli altri membri della comunità internazionale come una minaccia”.

Rjabkov ha anche aggiunto che Washington dimostra in ogni occasione di non essere ancora pronta a discutere in modo sostanziale l’estensione del Trattato sulle misure per ridurre ulteriormente e limitare le armi offensive strategiche (START-3). Mosca è convinta che l’estensione del trattato START-3 sarebbe il passo migliore nella situazione attuale per stemperare il clima di sfiducia.

La Russia conta sulla disponibilità degli Stati Uniti a riprendere i negoziati a pieno titolo sulla stabilità strategica e continuerà gli sforzi per avviare un dialogo con gli Stati Uniti sulle misure per verificare la conversione dei vettori americani in missioni non nucleari, ha osservato il diplomatico. 

Rjabkov ha commentato infine con favore l’invito dell’ex-presidente kazako, Nursultan Nazarbaev, a tutte le potenze nucleari a una conferenza globale sul disarmo da tenere a Nur-Sultan, capitale del Kazakistan.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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