Putin in Daghestan per i vent’anni della vittoria sui ceceni

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 10:17 in Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente russo Vladimir Putin si è recato giovedì 12 settembre nella Repubblica del Daghestan, una delle 23 che concorrono a formare la Federazione russa, per commemorare il 20esimo anniversario della “liberazione della repubblica dai terroristi”.

Il leader del Cremlino è arrivato all’aeroporto della capitale Makhachkala e si è recato nel villaggio di Botlikh, dove si è lungamente intrattenuto con la popolazione locale e ha deposto fiori al memoriale dedicato ai militari e ai membri della milizia popolare che hanno combattuto il tentativo di invasione del Daghestan da parte di guerriglieri dalla Cecenia nel 1999.

Il 7 agosto 1999, diversi gruppi di terroristi dell’autoproclamato Emirato del Caucaso, guidati da Shamil Basaev, invasero il Daghestan con un obiettivo dichiarato “liberare i musulmani dal giogo russo”. I feroci combattimenti che seguirono hanno causato la morte di oltre 280 persone, tra militari, civili e miliziani volontari. Oltre 800 persone rimasero ferite.

Dopo che l’attacco fu respinto, Putin, che all’epoca era il primo ministro di Boris Eltsin, arrivò a fine agosto a Botlikh per incontrare i comandanti militari e i membri della milizia popolare per ringraziarli per il loro coraggio. All’epoca gli fu offerto un brindisi con vodka locale, Putin brindò ma non bevve, affermando che avrebbe bevuto la vodka una volta sconfitta la minaccia del terrorismo. Circondato dai veterani che gli ricordavano la promessa di vent’anni fa, Putin, notoriamente astemio, ha bevuto la vodka.

Il capo dello stato russo si è recato a Botlikh per concedere personalmente le onorificenze di veterani della Federazione russa agli abitanti del villaggio che presero parte agli scontri. Durante l’annuale “linea diretta” che consente ai russi di porre domande a Putin in diretta TV, lo scorso luglio 2019, gli uomini dal villaggio di Botlikh, che avevano combattuto l’invasione dei terroristi insieme ai militari russi, avevano chiesto al leader del Cremlino attribuire loro lo status di veterani. Il 20 agosto scorso Putin ha firmato una legge che garantiva lo status di veterano ai residenti del Daghestan che hanno partecipato ad azioni militari durante il conflitto del 1999.

Nel 1999, quandi i terroristi ceceni sotto il comando di Basaev e Khattab invasero il Daghestan, gli abitanti locali dovettero affrontare gli invasori da soli per diversi giorni prima che le truppe russe riuscissero a raggiungere la zone e a respingere l’offensiva.

Dopo la risoluzione del conflitto, diversi volontari che hanno partecipato alla lotta sono stati premiati per le loro imprese belliche. Otto abitanti del Daghestan hanno ricevuto il titolo onorifico di Eroe della Russia, la più importante onorificenza militare della Federazione. Secondo il servizio di sicurezza nazionale russo, oltre 70 persone sono state giudicate condannate per l’attacco dell’agosto 1999.

Shamil Basaev, che gli USA consideravano collegato ad Al-Qaeda, fu responsabile di azioni terroristiche di grande portata quali l’attacco al teatro Dubrovka di Mosca nel 2002 e alle scuole di Beslan nel 2004. Nel 2006 fu ucciso da un’esplosione organizzata, probabilmente, dalle forze di sicurezza russe.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.