La Bielorussia e la collaborazione militare con gli Emirati e con la Cina

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 19:17 in Bielorussia Cina Emirati Arabi Uniti

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La Bielorussia ha annunciato di avere intenzione di incrementare la cooperazione in materia di tecnologia militare con gli Emirati Arabi Uniti e con la Cina.

Il principe di Abu Dhabi, nonché vicecomandante supremo delle Forze armate degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Zayed al Nahyan, si è recato, venerdì 13 settembre, a Minsk per incontrare il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko. Al termine del vertice tra i due leader, Lukashenko ha reso noto che Minsk continuerà a sviluppare le proprie relazioni con Abu Dhabi, soprattutto perché “il commercio e l’economia sono le basi di una qualsiasi relazione politica” e la prima visita da parte del principe bin Zayed “sarà di forte stimolo per l’economia, per il commercio e per gli investimenti”.

Mentre il presidente bielorusso incontrava il principe di Abu Dhabi, il presidente della Commissione di Stato sull’industria bellica della Bielorussia, Roman Golovchenko, annunciava che la cooperazione in materia di tecnologia militare con gli Emirati Arabi Uniti si avvierà verso una nuova fase, spostandosi dal traffico commerciale ad attività congiunte di ricerca e sviluppo.

La collaborazione militare tra Bielorussia ed Emirati ha avuto inizio, secondo quanto rivelato da Golovchenko, nel 1994, ma sin dall’inizio ha mostrato una tendenza a svilupparsi e crescere nel tempo. Ultimamente, tale cooperazione ha riguardato anche nuovi settori rispetto al passato, quali i sistemi bellici radio elettronici, i radiolocalizzatori e software specifici. Ciò ha portato i due Paesi a “spostarsi dal semplice rapporto commerciale di vendita ad intraprendere attività congiunte di ricerca e sviluppo, un’area molto promettente che consente di ottenere buoni risultati, anche economici”.

La collaborazione con gli Emirati, inoltre, comporta anche maggiori rapporti con gli altri Paesi dei Medio Oriente e del Golfo, secondo quanto sostenuto da Golovchenko, dal momento che “considerando che vi è una unione regionale nel Golfo, tramite gli Emirati la Bielorussia sta raggiungendo anche altri Paesi, seppure non velocemente come sperato”.

Nella stessa giornata, Golovchenko ha altresì annunciato che oltre agli Emirati Arabi Uniti, anche la Cina collaborerà con la Bielorussia in attività congiunte di ricerca e sviluppo in materia di tecnologia militare, oltre che nella produzione di strumenti di alta tecnologia.

Tale annuncio giunge a seguito del vertice, che si è tenuto a Minsk dall’11 al 13 settembre, della commissione bielorusso-cinese incaricata di coordinare la cooperazione tra i due Paesi in materia di armi e strumenti bellici. Da parte sua, Golovchenko ha dichiarato che la “natura strategica delle relazioni tra i due Paesi viene costantemente ridefinita in ogni punto di contatto e la cooperazione in materia di tecnologia militare è uno di questi”.

Tale visione è stata condivisa dalla controparte cinese, il vicedirettore del Dipartimento per lo sviluppo degli armamenti della Commissione centrale dell’esercito cinese, Liu Sheng, il quale ha sottolineato che la cooperazione in materia di tecnologia militare rappresenta un indicatore importante della natura strategica della partnership tra Cina e Bielorussia. Ciò consente, secondo Sheng, lo sviluppo di una base politica affidabile, nonché di principi di fiducia reciproca.

Tramite la collaborazione tra i due Paesi, ha rivelato il funzionario cinese, “le industrie belliche della Bielorussia e della Cina hanno i loro vantaggi e si completano a vicenda, ma hanno anche un buon potenziale e buone prospettive per ulteriori sviluppi”.

Negli ultimi anni, secondo quanto ricostruito dal Telegraph, la Cina ha incrementato le proprie esportazioni di armi all’estero, diventando il quinto Paese al mondo dopo gli Stati Uniti, la Russia, la Francia e la Germania. Tuttavia, restringendo il campo alle vendite di droni armati, Pechino risulta al primo posto. Nello specifico, tra il 2008 e il 2017, la Cina ha venduto oltre 14 miliardi di armi convenzionali, la maggior parte delle quali, elicotteri da combattimento, carri armati e missili antinave, ha raggiunto Paesi in Africa, America Latina e Medio Oriente. In passato, la Cina aveva venduto alla Bielorussia velivoli militari di trasporto e numerosi lanciamissili. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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