Immigrazione: Germania media tra Grecia e Turchia

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 7:30 in Europa Immigrazione Turchia

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Il Ministero dell’Interno della Germania ha richiesto, giovedì 12 settembre, alla Turchia per conto della Grecia di accettare le espulsioni verso il suo territorio e di impegnarsi maggiormente nel contenimento degli attraversamenti clandestini delle frontiere che hanno causato il deterioramento delle condizioni dei centri di accoglienza della Grecia.

È quanto reso noto da un portavoce del Ministero della Difesa tedesco, Stephan Mayer, il quale ha dichiarato che vi è “urgente bisogno di fare progressi negli espatri verso la Turchia, al fine di migliorare le condizioni in continuo peggioramento in cui versano i centri di accoglienza principali delle isole greche dell’Egeo”.

La situazione in Grecia, specie nelle isole, è stata definita dal portavoce del Ministero quale “molto difficile”, a causa del numero sempre maggiore di migranti che giunge in Grecia nelle ultime settimane. Per fronteggiare a tale emergenza, il portavoce del Ministero ha suggerito di “implementare in modo più completo” l’accordo tra UE e Turchia del 2016 in materia di immigrazione, finalizzato a prevenire che i migranti affrontino i pericolosi viaggi verso la Grecia tramite l’invio di diversi miliardi di euro di aiuti ad Ankara. L’accordo, inoltre, prevede che coloro che otterranno lo status di rifugiati potranno restare in Grecia, mentre coloro a cui la richiesta verrà rigettata dovranno tornare in Turchia.

A tale riguardo, il ministro degli Affari Esteri della Germania, Haiko Maas, ha dichiarato al quotidiano tedesco Deutsche Well di aver “parlato con il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, al quale ha ricordato che l’Unione Europea sta rispettando quanto sancito dall’accordo, e la Germania vuole assicurarsi che anche la Turchia lo stia facendo”. Tuttavia, in base a quanto reso noto, dal momento della sigla dell’accordo solo 1.904 persone sono state espatriate verso la Turchia, mentre 24.348 siriani che sono giunti in Europa attraverso la Turchia sono stati dislocati in altri Paesi dell’UE.

Il recente aumento di migranti in Grecia ha più volte portato il governo di Atene a richiedere l’aiuto dei Paesi europei, ai quali è stata più volte chiesta una equa ridistribuzione dei migranti che sbarcano presso le coste elleniche. Il primo Paese ad aver risposto all’appello della Grecia era stato la Germania, il cui governo aveva dichiarato, venerdì 6 settembre, di “osservare con attenzione” le cifre riguardanti i migranti che sbarcano presso le isole dell’Egeo e di essere disponibile ad aiutare Atene.

In tale contesto, il governo tedesco ha annunciato che la cancelliera, Angela Merkel, ha avuto modo di discutere dell’emergenza migranti con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, mercoledì 11 settembre, dopo che il capo di Stato di Ankara aveva minacciato, sabato 7 settembre, che avrebbe riaperto le frontiere turche verso l’Europa per i migranti della Siria.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dall’1 gennaio al 4 settembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 66.794, di cui 53.916 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, sono giunti 33.117 migranti in Grecia, 19.342 in Spagna, 5.193 a Cipro, 5.624 in Italia e 2.245 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 25.6%.   

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 4 settembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare complessivamente 28.701 migranti. Paragonando i dati allo stesso periodo dello scorso anno, in Grecia sono arrivati via mare 8.777 migranti in più. Per quanto concerne gli arrivi via terra, nello stesso lasso di tempo sono arrivati in Grecia 4.416 migranti. Secondo quanto diffuso, inoltre, dalle autorità elleniche, solo dall’1 al 9 settembre sono giunti dalla Turchia 2.241 migranti, di cui 1.254 a Lesbo, 619 a Samo e 368 a Chio. Stando all’ultima rilevazione effettuata nel mese di maggio 2019 dalle autorità di Atene, i migranti che giungono in Grecia sono principalmente provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dai territori palestinesi, dall’Iraq e dalla Repubblica Democratica del Congo.

Da parte sua, l’Unione Europea aveva avanzato i propri dubbi in merito alla possibile responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia, dal momento che la Turchia è indicata come punto di partenza dalla maggior parte dei migranti che raggiungono le coste dell’Egeo. Tuttavia, il ministro dell’Interno turco, Suyleyman Soylu, aveva smentito quanto ipotizzato, fornendo i dati elaborati dalle autorità di Ankara. Nello specifico, secondo quanto sostenuto dalla Turchia, nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che avevano raggiunto la Grecia erano stati 30.842, mentre nello stesso periodo dell’anno corrente sono stati 29.025, il che significa che vi è stata una diminuzione del 6%”. In virtù di tali cifre, ha dichiarato Soylu, “Ankara ha appreso con rammarico le ultime dichiarazioni rilasciate dall’Unione Europea che, se si concentrasse sulla Turchia tanto quanto sulla Grecia, risolverebbe meglio i suoi problemi”. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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