Gli Stati Uniti riveleranno i legami tra l’Arabia Saudita e l’11 settembre

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 13:25 in Arabia Saudita USA e Canada

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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato che rivelerà il nome del funzionario dell’Arabia Saudita, noto per i suoi presunti legami con al-Qaeda e specialmente con gli autori degli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York. 

Dopo anni di pressioni da parte delle famiglie delle vittime, il Dipartimento di Giustizia e l’FBI hanno deciso di declassare il livello di riservatezza relativo al nome del funzionario saudita “alla luce delle circostanze straordinarie di questo caso particolare”. Il Dipartimento, tuttavia, non ha specificato quando il nome sarà reso pubblico. Secondo quanto riferisce il quotidiano Al-Jazeera English e il suo corrispondente da Washington, DC, l’identità dell’uomo sarà inizialmente rivelata in tribunale, alle famiglie delle vittime. “Quindi si prevede che gli avvocati faranno appello al Dipartimento di Giustizia affinché il nome venga rilasciato pubblicamente”, ha dichiarato il corrispondente.

Il caso ha a lungo minacciato di mettere in imbarazzo il governo saudita, che ha ripetutamente negato i collegamenti dei propri funzionari con al-Qaeda. In caso contrario, Riad sarebbe esposta alle richieste di danni da parte dei familiari delle vittime, per cifre che potrebbero raggiungere i miliardi di dollari. L’individuo in questione è l’ultimo dei 3 principali funzionari dell’Arabia Saudita citati in un rapporto dell’FBI sugli attacchi. Gli uomini avrebbero assistito alcuni degli aggressori durante un soggiorno negli Stati Uniti. Il gruppo era formato da 19 persone, 15 delle quali di nazionalità saudita, e tutti hanno preso parte al complotto per dirottare 4 aerei commerciali e farli schiantare contro il World Trade Center di New York, il Pentagono e probabilmente la Casa Bianca e il Congresso. Quasi 3.000 persone sono rimaste uccise a New York, Washington e Pennsylvania e le famiglie hanno fatto causa al governo saudita per i danni causati da tale assalto.

Un rapporto ufficiale sugli attacchi, datato 2002, affermava che alcuni degli aggressori avevano ricevuto fondi da funzionari sauditi, “almeno due” dei quali erano “accusati di essere funzionari dell’intelligence”. I 2 individui in questione erano Fahad al-Thumairy e Omar al-Bayoumi, che all’epoca avevano connessioni con l’ambasciata americana in Arabia Saudita. Le indagini successive hanno messo in dubbio che i funzionari sauditi potessero aver avuto contatti con i dirottatori. Tuttavia, nel 2012, un nuovo rapporto dell’FBI ha ripetuto le accuse e fatto riferimento a una terza persona, non esplicitandone il nome.

Secondo alcune indiscrezioni l’individuo in questione potrebbe essere legato alla famiglia reale saudita. Tuttavia, la sua identità è rimasta segreta e Washington e Riad hanno avviato una collaborazione dopo gli attacchi per sradicare la rete di al-Qaeda in Medio Oriente e in Asia meridionale. “L’FBI riconosce la necessità e il desiderio delle famiglie delle vittime di capire cosa è successo ai loro cari e di punire i responsabili”, ha affermato il Dipartimento di Giustizia. Tuttavia ha suggerito che l’individuo potrebbe non essere stato coinvolto nei piani di al-Qaeda. “Le informazioni su tale individuo si riferiscono a una teoria investigativa seguita dall’FBI in quel periodo e non rappresentano una colpevolezza oggettiva di fatto”, ha aggiunto.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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