Cina annuncia un allentamento delle tariffe su alcuni prodotti USA

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 15:32 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Cina ha deciso di esonerare alcuni prodotti statunitensi, come soia, carne di maiale e altri prodotti agricoli, da tariffe aggiuntive. Si tratta dell’ultima mossa di Pechino per allentare le tensioni commerciali con gli Stati Uniti

La notizia è stata riferita il 13 settembre dalla China Central Television (CCTV), l’emittente ufficiale di Pechino, ed è stata riportata dal New York Times. Nell’annunciare la decisione cinese, la CCTV ha citato la scelta del presidente USA, Donald Trump, di ritardare di 2 settimane l’applicazione degli ultimi dazi statunitensi, in modo che questi entrino in vigore dopo l’inizio dei negoziati commerciali, previsti per l’inizio di ottobre. Secondo il quotidiano statunitense, la mossa della Cina potrebbe essere accolta con favore dal presidente Trump. Alcuni agricoltori americani sono stati duramente colpiti dalle tariffe imposte da Pechino. Inoltre, con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2020 è importante sottolineare che il voto degli agricoltori è fondamentale in alcuni degli Stati che hanno sostenuto Trump nel 2016.

La decisione potrebbe risultare positiva anche per la Cina. L’inflazione nel settore dei beni alimentari è aumentata notevolmente, a causa di un’epidemia di peste suina che ha costretto gli allevatori ad abbattere più di un milione di maiali. Questo ha fatto aumentare il prezzo della carne, che rappresenta uno dei prodotti principali della dieta cinese. Tale annuncio fa parte di quei segnali che vedono la Cina muoversi verso una ripresa degli acquisti di prodotti agricoli USA. Giovedì 12 settembre, la Cina ha acquistato tra 600.000 e 1 milione di tonnellate di semi di soia, pronti per essere spediti in ottobre. Inoltre, l’11 settembre, la Cina ha pubblicato un breve elenco di prodotti statunitensi su cui eviterà di imporre tariffe, inclusi farmaci antitumorali, lubrificanti e pesticidi. Tuttavia, questi beni sono meno importanti nella lotta commerciale. Gli acquisti cinesi di prodotti agricoli, invece, costituiscono una parte significativa delle sue importazioni dagli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti avevano imposto l’ultimo round di dazi al 15 % su una serie di importazioni cinesi, domenica 1 settembre, mentre la Cina aveva tassato ulteriormente il greggio statunitense. Inoltre, Washington prevedeva di aumentare l’aliquota tariffaria dal 25 al 30% su tutti i beni già tassati, per un valore di 250 miliardi di dollari, a partire dal 1 ° ottobre. Tale data è stata posticipata poichè la Cina e gli Stati Uniti riprenderanno i colloqui per risolvere la disputa commerciale, secondo quanto dichiarato il 5 settembre dal Ministero del Commercio cinese. L’annuncio è arrivato a seguito di una chiamata tra il vice premier cinese, Liu He, e il rappresentante degli Stati Uniti per il commercio, Robert Lighthizer, e il segretario del Tesoro statunitense, Steven Mnuchin. Anche il governatore della banca centrale cinese, Yi Gang, era presente durante la conversazione. 

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione dell’Europa, di Canada e Messico, dell’Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.