Cacciatorpediniere USA transita nel Mare Cinese Meridionale

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 16:43 in Cina USA e Canada

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Un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti è transitato nei pressi di una serie di isole rivendicate dalla Cina, nel Mar Cinese Meridionale, venerdì 13 settembre. Tale passaggio rischia di peggiorare i rapporti già tesi con Pechino. 

Il Mar Cinese Meridionale è un ulteriore elemento di tensione tra Cina e Stati Uniti, nonché un’area contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte nell’area generano scambi commerciali per un valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, ma Washington presidia la zona per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

Il comandante Reann Mommsen, un portavoce della settima flotta della marina USA, ha dichiarato a Reuters che il cacciatorpediniere Wayne E. Meyer ha effettuato tale rotta per contestare le rivendicazioni territoriali cinesi nell’area. In particolare, le rivendicazioni di Pechino intorno alle isole Paracel, che sono anche rivendicate da Taiwan e Vietnam, sono state definite eccessive. “La Cina ha tentato di rivendicare ulteriori acque territoriali, zone economiche esclusive e piattaforme continentali, troppo rispetto a quanto consentito in base al diritto internazionale”, ha affermato Mommsen.

L’annuncio statunitense arriva il giorno dopo che il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, aveva reso noto che il presidente cinese, Xi Jinping, aveva offerto a Manila la partecipazione ad un accordo energetico in cambio di una posizione favorevole a Pechino nel Mar Cinese Meridionale. La richiesta cinese fa riferimento a un arbitrato internazionale che ha visto il tribunale dell’Aja pronunciarsi a favore delle Filippine, concludendo che la Cina non ha le basi legali per rivendicare diritti storici sulla maggior parte del Mar Cinese Meridionale. Parlando ai giornalisti nelle Filippine, martedì 10 settembre, Duterte ha affermato che Xi Jinping gli ha promesso una partecipazione di maggioranza in una joint venture esplorativa di petrolio e gas nella regione.

L’area in cui questa si svolgerebbe potrebbe rientrare nella zona economica esclusiva di Manila, se le Filippine ignorassero la decisione della Corte, secondo quanto riferisce la CNN. “Metti da parte la sentenza arbitrale”, ha riferito Duterte, citando Xi. “Metti da parte la tua richiesta. Consenti quindi a tutti coloro che sono collegati con le aziende cinesi di esplorare l’area e se c’è qualcosa, hanno detto, saremmo abbastanza gentili da darti il 60%, e loro terrebbero solo il 40%. Questa è la promessa di Xi Jinping”, secondo quanto dichiarato da Duterte. Le rivelazioni del presidente filippino arrivano a seguito dell’incontro con Xi Jinping e a Pechino, che si è svolto il 29 agosto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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