Bulgaria: la Russia reagisce agli arresti per spionaggio

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 16:52 in Bulgaria Russia

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La Russia ha appreso dei capi d’accusa in materia di spionaggio pendenti sul responsabile del Movimento nazionale russofilo della Bulgaria, Nikolai Malinov, e spera che Sofia non prenda decisioni in grado di peggiorare le relazioni con Mosca.

È quanto dichiarato dalla portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Russia, Maria Zakharova, e riportato dal sito della radio di proprietà del Governo di Sofia, BNR, la quale ha divulgato le dichiarazioni di Mosca in seguito all’arresto, avvenuto il 10 settembre, di Malinov, accusato di spionaggio a favore della Russia.

Secondo quanto dichiarato da Zakharova, il lavoro portato avanti dalla ONG Movimento nazionale russofilo “ha contribuito allo sviluppo della collaborazione tra i due Paesi e al rafforzamento della relazione di amicizia che caratterizza la Russia e la Bulgaria”. In tale clima, ha reso noto la portavoce, “Mosca spera che Sofia non faccia passi che possano deteriorare le relazioni tra i due Paesi”.

Da parte sua, il presidente della Bulgaria, Rumen Radev, il quale è promotore di relazioni amichevoli nei confronti di Mosca, aveva dichiarato che i capi d’accusa nei confronti di Malinov sono “molto seri” e che i magistrati devono ora essere in possesso di “prove inconfutabili” a sostegno delle accuse.

Il 10 settembre, le autorità giudiziarie della Bulgaria avevano accusato il direttore di una ONG bulgara, Nikolai Malinov, di spionaggio per conto della Russia. Dalle indagini era emerso che Malinov, responsabile del Movimento Russofilo Nazionale, lavorava dal 2010 per l’Istituto russo per gli studi strategici, il Russian Institute for Strategic Studies, gestito principalmente da ex agenti dell’intelligence, e per una ONG russa, l’Aquila bicefala.

Nella stessa giornata, la questione è stata oggetto di udienza in parlamento. Nel corso dell’udienza parlamentare, i magistrati hanno reso noto di aver vietato l’ingresso nel Paese per i prossimi 10 anni al vicesegretario della ONG per cui lavorava Malinov ed ex direttore dell’Istituto Russo per gli Studi Strategici, Leonid Reshetnikov, nonché ex agente dei servizi segreti russi. Malinov era in buoni rapporti con Reshetnikov, con il quale si incontrava regolarmente in Russia insieme al presidente della ONG Aquila Bicefala, Konstantin Malofeev, al quale è stato imposto il divieto di ingresso nel Paese per i prossimi 10 anni. Secondo quanto rivelato, nelle indagini sono state coinvolte anche altre 15 persone, di cui 8 si trovano in detenzione temporanea. Nell’udienza parlamentare era stato coinvolto anche il direttore dell’Agenzia per la sicurezza nazionale della Bulgaria, Dimitar Georgiev, il quale ha reso noto che i vertici delle due organizzazioni coinvolte, Malinov e Malofeev, avevano pubblicamente dichiarato di “avere intenzione di preparare una guerra ibrida contro l’Occidente”.

Le parole della portavoce del Ministero degli Affari Esteri giungono nonostante, nella giornata di mercoledì 11 settembre, il primo ministro della Bulgaria, Boyko Borisov, abbia tenuto a specificare che le indagini avviate su Malinov in materia di spionaggio a favore della Russia non intendono “impattare sulle relazioni con Mosca”.

Tuttavia, gli arresti hanno causato tensioni e proteste anche da parte del partito di opposizione, il Partito Socialista, che è a favore di relazioni più vicine alla Russia. Il partito socialista ha altresì avanzato l’ipotesi che le indagini siano correlate alle elezioni amministrative che si terranno in Bulgaria il prossimo 27 ottobre.

La Bulgaria, parte dell’Unione Sovietica fino alla dissoluzione dell’URSS, è un membro della NATO dal 1994 e dell’Unione Europea dal 2007. Ciò nonostante, Sofia ha continuato a mantenere forti legami storici e culturali con la Russia, che rimane il suo principale fornitore di energia.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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