Arabia Saudita: “Supportiamo Cipro contro le attività illecite della Turchia”

Pubblicato il 13 settembre 2019 alle 20:29 in Arabia Saudita Cipro Turchia

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Il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Ibrahim bin Abdulaziz Al-Assaf, ha annunciato che il proprio Paese sostiene il governo greco-cipriota, ritenuto un alleato, nell’ambito della disputa con la Turchia in merito alla sovranità sull’isola e alle esplorazioni di gas e di petrolio nel Mediterraneo.

L’annuncio è stato rilasciato mercoledì 11 settembre, nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta da Al-Assaf e l’omologo cipriota, Nikos Christodoulides, nel corso della visita del ministro saudita a Cipro, dove ha altresì incontrato il presidente, Nicos Anastasiades.

Il vertice con il presidente cipriota è stato confermato venerdì 13 settembre, quando il ministro saudita ha dichiarato di aver ribadito ad Anastasiades la posizione dell’Arabia Saudita in merito alla questione cipriota sulla sovranità sull’isola che coinvolge Cipro e Turchia. A tale riguardo, Al-Assaf ha dichiarato di “supportare la legittimità e la sovranità di Cipro” e di sperare che “le parti coinvolte risolvano il problema in maniera pacifica”.

Parallelamente, il ministro saudita si è espresso in merito alle tensioni sorte tra Ankara e Nicosia per via delle esplorazioni di gas e petrolio nel Mediterraneo condotte dalla Turchia. A tale riguardo, Al-Assaf ha dichiarato che “l’Arabia Saudita sostiene il proprio alleato, il presidente cipriota, contro le attività illecite condotte dalla Turchia nel Mediterraneo”.

Stando a quanto reso noto in seguito al vertice tra Arabia Saudita e Cipro, inoltre, i due Pasi hanno altresì concordato di rafforzare la cooperazione in materia economica, in merito alla quale sono state prese in considerazione numerose opportunità. In particolare, Al-Assaf ha espresso il desiderio di “rafforzare le relazioni con Cipro per via della sua posizione geografica e della longevità del suo dialogo con il mondo arabo, oltre che data la sua appartenenza all’Unione Europea”.

Le parole del ministro degli Esteri saudita sono state fortemente attaccate dai media della Turchia che, da parte loro, hanno ritenuto le parole di Al-Assaf “vergognose”, sebbene in linea con la posizione europea e americana in merito alle esplorazioni nel Mediterraneo orientale.

La disputa tra il governo greco-cipriota e la Turchia si inserisce nell’ambito della disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nor, abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Le relazioni tra i due Paesi si sono in seguito inasprite dopo che a largo di Cipro sono stati rilevati numerosi giacimenti di gas e di petrolio. Nel maggio 2019, la Turchia aveva avviato alcune operazioni di trivellazione nelle acque circostanti l’isola di Cipro, ricche di gas naturale, risorsa che Nicosia già vende a Egitto e Israele. Le prime trivellazioni erano avvenute ad Ovest dell’isola, in un’area la cui competenza territoriale è oggetto di disputa territoriale tra Cipro e Turchia.

A seguito dell’annuncio dell’invio di una seconda nave turca, il 20 giugno, i leader dell’Unione Europea avevano richiesto ad Ankara di interrompere le sue trivellazioni nelle acque contese, pena un’azione congiunta da parte del blocco. Per la Turchia, però, si trattava di aree di piena giurisdizione turca, o dei turco-ciprioti, il cui Stato separatista nel Nord dell’isola è riconosciuto solo dalla Turchia. A seguito di tali dichiarazioni, l’UE aveva annunciato, l’11 luglio, di voler interrompere i colloqui di alto livello con la Turchia e i negoziati in corso su un accordo per i trasporti aerei. A quel punto, Ankara aveva replicato che, in caso di mancata collaborazione da parte del governo greco cipriota, avrebbe continuato con le trivellazioni.

In materia di gas, inoltre, il 19 settembre 2018 Egitto e Cipro avevano firmato un accordo per costruire un gasdotto sottomarino al fine di trasportare il gas dal giacimento cipriota di Afrodite fino alle stazioni di liquefazione in Egitto, per poi esportarlo in Europa. L’accordo si poneva al centro della competizione tra Egitto e Turchia per la fornitura di gas naturale in Europa. Inizialmente, la Turchia si era avvicinata ad Israele nel 2016 concordando di costruire gasdotti per trasportare il gas dal Paese mediorientale verso l’Europa. Il gasdotto però doveva passare per Cipro che da parte sua aveva avviato forti relazioni con l’Egitto e con la Grecia per la cooperazione nel settore del gas.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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